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Juventus, Eros Ramazzotti: ”Agnelli, perchè Bendtner e Anelka e non Del Piero?”

Eros Ramazzotti (getty images)

 

EROS RAMAZZOTTI JUVENTUS DEL PIERO AGNELLI – Il tifoso doc bianconero Eros Ramazzotti, ha concesso un’intervista al quotidiano Tuttosport per parlare della Juventus, sua squadra del cuore da sempre. Eros ha detto cose molto interessanti, vediamone alcune:

Su Conte: ”Da quando c’è Conte, siamo tornati fortissimi. Un suo pregio? Ne ha molti. Per prima cosa, con la sua parlata mette d’accordo tutti, è strasimpatico. E, al di là delle tattiche, mi sembra uno strepitoso psicologo. Proprio come Mourinho e Lippi, Conte è un tecnico con le palle, in grado di valorizzare 25 teste diverse. Ora come ora, Mou mi sembra più esperto e figlio ’e ’ndrocchia , Antonio però è sulla strada giusta. Se temo che andrà via? No. Il ciclo è all’inizio e lui è troppo legato alla squadra per andarsene. A meno che non gli offrano 50 milioni all’anno… I soldi fanno gola a tutti”.

Sull’Inter: ”Una grande società, un avversario temibile. Sono tifoso juventino, ma non anti…, anche perché sono amico di Javier Zanetti. Un campione, un esempio di professionalità e umiltà. E dire che pure noi l’avevamo un fuoriclasse modello, però l’abbiamo mandato via…”.

Su Del Piero: ”Ancora non riesco a comprendere le ragioni del divorzio con Alex. Bendtner? Anelka? Non capisco proprio: abbiamo ingaggiato 4/5 giocatori “inutili” che non vengono mai impiegati”.

Su Marotta: ”lo conosco da 30 anni ed è bravo. Qualche errore però l’ha commesso. Io avrei rinunciato a tre acquisti medi per comprare un campione vero. È probabile, però, che la richiesta d’ingaggio fosse troppo elevata. E, in virtù di un cambio di metodo, allora le scelte sono state giuste: dovevamo investire sullo stadio, che è stata una scelta azzeccata”.

Sul mercato: ”Llorente? Non lo conosco bene. Piuttosto rimpiango Trezeguet: se penso che dopo di lui sono arrivati Toni, Bendtner, Anelka. Quale attaccante sogna per la Juve? Cavani. Andrebbe bene anche Jovetic, un filino più possibile come operazione. Della Valle permettendo… Cedere Vidal? No. E vi spiego come la penso: la squadra di Conte, per coesione e organizzazione, è come fosse un giocatore unico. Vendere Vidal significherebbe toglierle un dito. Per carità: magari in futuro succederà”.

Su Pogba: ”E’ grandissimo. L’ho conosciuto nei bagni di Stamford Bridge, prima di Chelsea-Juve. E’ stato Nedved a presentarmelo: “Eros, questo diventerà grande”. Pogba aveva appena finito di fare pipì, non me la sono sentita di stringergli la mano (risata) . A parte le battute, è un gigante. E in campo è mostruoso: se mantiene la testa giusta, diventa un fenomeno”.

Su Agnelli: ”Se mi mettessi nei suoi panni? Mi comporterei come Papa Francesco e andrei in mezzo alla gente, col sorriso. Fossi Agnelli sarei più aperto e sorridente: quando lo intervistano, invece pare sempre incazziatiello . Dovrebbe essere più ironico, fregandosene dei nemici. Arrabbiarsi, visto quanto siamo forti, non serve. Detto questo, Andrea sta dimostrando ottime qualità: dalla cacca ci ha riportato alle stelle”.

Su Cassano: ”La frase juventini soldatini? Non mi infastidisce. E’ vero che alla Juve c’è una rigidità maggiore, del resto è così che si ottengono i risultati. Conte, che da giocatore mangiava l’erba, è l’esempio. Agnelli è stato lucidissimo ad affidare la panchina ad Antonio e a chiamare in società Nedved. No, Cassano non lo rimpiango. Avevamo Del Piero…”.

Marco Orrù