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Bayern Monaco, pregi e difetti dei tedeschi

Bayern Monaco (getty images)

 

BAYERN MONACO JUVENTUS – A detta di tutti, il Bayern Monaco di Jupp Heynckes è una delle squadre più forti d’Europa, alla stessa stregua di Barcellona e Real Madrid. Due finali negli ultimi tre anni non sono per niente un brutto bottino, anche se le Champions League (o Coppa dei Campioni) sulla bacheca dell’Allianz Arena sono ancora 4, con l’ultima che risale a 12 anni fa, con la vittoria nella finale di Milano, San Siro, contro il Valencia ai rigori. Questo Bayern attuale assomiglia in tutto e per tutto al pragmatismo tedesco, impostato dall’avvento di Heynckes nella scorsa stagione. In Bundesliga ha spazzato via tutti gli avversari, si appresta a vincerla con 6 giornate di anticipo e risultati come il 9-2 dello scorso weekend contro l’Amburgo fanno davvero paura. L’undici base che schiera l’ex tecnico del Real Madrid, tra le altre, è messo in campo col modulo 4-2-3-1. Neuer in porta è l’erede designato di Gigi Buffon e anche il portiere dei bianconeri lo ha incensato spesso. Portiere di grande affidabilità, è meno bravo quando viene chiamato in causa poche volte durante il match. La concentrazione, ogni tanto, gli difetta. Sulle fasce giocheranno Lahm e Alaba e qui iniziano i primi dolori per la Juve. Si tratta di due esterni che impegnano tantissimo i dirimpettai avversari, in quanto la loro spinta è costante. In mezzo alla difesa dovrebbero giocare Dante e Boateng, o Van Buyten. Questo è il vero tallone d’Achille della squadra bavarese. Centrali forti fisicamente, ma in grande difficoltà quando vengono presi in velocità e in anticipo. Se concederanno un metro a Matri o Quagliarella, per loro sarà difficile recuperare. In mezzo al campo mancherà Javi Martinez, l’equilibratore, che verrà sostituito da Luiz Gustavo che si dovrà preoccupare soprattutto di interrompere l’azione avversaria. Di fianco a lui ci sarà Schweinsteiger, uno dei migliori giocatori della Germania. Quantità e qualità per lui e un gran tiro dalla distanza. Dalla trequarti in su, poi, sono devastanti. La genialità di Kroos, l’imprevedibilità di Ribery, la concretezza di Muller e il senso del gol di Mandzukic. In panchina, poi Gomnez e Robben, tutta gente che non ha bisogno di presentazione. Ci vorrà davvero una grande Juve, ma la squadra di Conte è pronta.

Marco Orrù