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Juventus, il pagellone dei Campioni d’Italia

Arturo Vidal - Getty Images

JUVENTUS – Ecco le pagelle della stagione bianconera:
PORTIERI
Gianluigi Buffon 6.5: quando hai davanti un supereroe come lui diventa difficile non notarlo anche quando commette un solo errore e per stessa ammissione del n.1 della storia del calcio quest’anno ne sono arrivati più di uno. Da dimenticare la partita contro la Sampdoria, in cui Icardi lo trae per due volte in inganno, ma anche la doppia sfida contro il Bayern Monaco in cui Super-Gigi non fa Superman. Il suo carisma però è sempre decisivo e Gigi è all’altezza di una squadra che lui stesso da capitano ha aiutato a ritornare in alto;
Marco Storari 6: Marco è un professionista serio, lo dimostra il fatto che va in panchina col sorriso in bocca quando sa perfettamente che se non avesse davanti un mostro sacro come Buffon la porta della Juventus potrebbe essere tranquillamente sua. Il cartellino lo timbra con onestà anche quest’anno mettendo la sua mano sicura nel computo finale e nella parola Scudetto. 3 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia l’aiutano a sgranchirsi le gambe dalla panchina che lo vede leader domenica dopo domenica;
Rubinho sv: arriva per fare il terzo portiere e con grande professionalità si siede in panchina domenica dopo domenica, anche se il suo turno non arriva mai nemmeno in Coppa Italia;

DIFENSORI –
Lucio 4: arriva a Torino con la spocchia di chi si crede il campione di un tempo, nelle poche occasioni che Conte gli concede tra l’altro non si fa trovare pronto rendendosi protagonista di alcune delle poche topiche stagionali della difesa bianconera. Parte con il broncio a gennaio, non rendendosi conto di aver perso l’unica occasione per vincere uno scudetto con la S maiuscola;
Giorgio Chiellini 8.5: l’importanza di Giorgione si rende palese quando a fine dicembre deve rimanere fuori per un problema fisico, la Juve infatti torna sul mercato per prendere Federico Peluso anche se poi al suo posto giocherà di più Martin Caceres. Per il difensore toscano non è di certo una stagione fortunata dal punto di vista degli infortuni, ma Conte l’ha responsabilizzato e il Chiello non sbaglia più;
Leonardo Bonucci 9: scordatevi il Bonucci che sbaglia cose banali, perchè quello è rimasto a Pechino. Dalla finale di Supercoppa, quando Pandev lo infila e lo fa sembrare abbastanza ingenuo, Leonardo Bonucci esce fortificato e da allora a oggi non sbaglia più una partita, un intervento, una dichiarazione. E’ il leader silenzioso della Juve, quello che anche contro il Bayern esce palla al piede, salta il primo attaccante e imposta al posto di Pirlo. Ormai diventato una certezza anche in Nazionale, chi parla male di lui non ha capito nulla non solo di calcio, ma proprio della vita;
Andrea Barzagli 8.5: mezzo voto in meno di Bonucci perchè a differenza di Leo nella doppia sfida contro il Bayern al Campione del Mondo gli tremano un pò le gambe. Ma cosa si può dire a un giocatore del genere che si candida come miglior difensore del mondo? Niente, assolutamente. Andrea dimostra che molti in passato su di lui si sono sbagliati e la porta bianconera è blindata. Piccola domanda: ma contro l’Inter come hai fatto a farti sulla corsia esterna tutto il campo in progressione? Fenomeno paranormale!
Martin Caceres 7.5: El Pelado è quello che dove lo metti sta, giocando con abnegazione e grande carisma. Un difensore moderno in grado di fare il centrale, ma anche l’esterno e all’occorrenza di scalare a centrocampo. Dopo il brutto incidente stradale di ritorno da Bologna si perdono le sue tracce, ma di sicuro ha messo il suo in questo ennesimo successo bianconero;
Luca Marrone 7: Conte lo reinventa difensore centrale del reparto a tre, scordandosi troppo spesso che Luke Brown sarebbe ottimo anche per far rifiatare Andrea Pirlo. Luca però gioca a testa bassa e quando viene accantonato si comporta da professionista senza lamentarsi mai. Gioca con personalità e pian piano cresce nel nuovo ruolo, dando sicurezza al reparto quando viene a mancare uno dei Big Three;
Federico Peluso 7: era arrivato per tamponare l’assenza di Giorgio Chiellini, infortunatosi nelle feste di Natale. Parte quindi da esterno di sinistra della difesa a tre, debuttando a 48 ore dal suo arrivo a Torino con una prestazione terrificante contro la Sampdoria. Piano piano cresce diventando pedina importante per la difesa e per il centrocampo, dove agisce come vice-Asamoah. Soprattutto prende le veci di questo quando il ghanese è impegnato in Coppa d’Africa. Da ricordare l’ottima prestazione in Champions col Celtic all’andata e il gol che apre la doppia sfida con la Lazio in Coppa Italia;
Stephan Lichtsteiner 7.5: in estate sembrava dovesse partire per altri lidi, lo voleva il Paris Saint German, poi però Conte ha fermato tutto. Questo si spiega anche perchè è l’unico sull’esterna in grado di vincere l’uno contro uno. Qualche volta pecca per egoismo e voglia di strafare, ma non si può rimproverare niente a un giocatore in grado di correre sempre per 90 minuti su e giù per la fascia. Conte lo prova anche nella difesa a tre, sfruttando le sue ottime doti difensive;
Paolo De Ceglie 5: uno dei pochi scricchiolii della stagione bianconera. Le sue prestazioni vanno in calando, fino a che Conte non lo prende nemmeno più in considerazione. Di questa stagione si ricorderanno gli errori contro Bologna e Nordjselland. Probabile che a influire sia stata anche una condizione fisica non ottimale;

CENTROCAMPISTI
Kwadwo Asamoah 6.5: quanto è pesata la Coppa d’Africa a questo ragazzo, che dopo gennaio è diventato un misto di polmoni e imprecisione. Pronti via si presenta con un gol da fuoriclasse in Supercoppa contro il Napoli, poi sviluppa sulla corsia sinistra, in un ruolo nuovo, tutta la sua qualità. Dopo il ritorno però dalla competizione del suo continente non è più lo stesso giocatore. Da recuperare fisicamente e mentalmente perchè per il futuro può essere davvero una freccia all’arco di Mister Conte;
Mauricio Isla sv: era lui il vero colpo di mercato della Juventus 2012-13, ma è rimasta un’incognita. Pochi minuti e tanta panchina per il cileno che sì veniva da un bruttissimo infortunio, ma che poi non ha visto il campo nemmeno in fotografia. Il tempo di fare 2-3 assist decisivi contro Nordsjelland e in campionato che Conte decide di riservargli il trattamento scelto per Quagliarella nella prima parte della scorsa stagione. D’altronde ha ragione Conte, se non sei pronto non giochi;
Andrea Pirlo 7: la classe di Andrea Pirlo non la potrebbe mettere in discussione nemmeno chi il calcio l’ha inventato. La stagione appena conclusa però dimostra che Andrea ha raggiunto quell’età in cui se non rifiati rischi di essere poco lucido. E’ così che il metronomo della Juve e della Nazionale ha toppato completamente le due partite di Coppa contro il Bayern Monaco, risultando lento, involuto e poco decisivo. Non gli si può però di certo fare una colpa visto che le primavere passano per tutti, ma la Juve farebbe bene a trovare un giocatore in grado di sostituirlo già dalla prossima stagione;
Claudio Marchisio 7: lui è l’anima della Juventus, per cuore e capacità. Spesso però queste non vengono accompagnate dalla continuità, forse anche perchè spremuto troppo dagli impegni che gli si accavallano nel cervello. E’ così che arriva al grande appuntamento col Bayern Monaco con le pile scariche e finisce per farci una brutta figura, sembrando un giocatore normale quale non è. A Scudetto maturato Conte lo prova anche da seconda punta, ma la sensazione è che partendo troppo avanti le sue doti di inserimento siano tralasciate. Anche lui come Pirlo avrebbe bisogno di tirare un pò il fiato ogni tanto;
Arturo Vidal 8: insieme a Pogba e alla difesa Re Artù è uno dei protagonisti assoluti della stagione bianconera. Corsa, dedizione e grande qualità. E’ l’unico che quando vuole può cambiare volto a una partita e l’unico a giocare a grandissimo livello nella scellerata trasferta di Monaco. Non si può cedere a nessuna cifra;
Paul Pogba 9: la vera sorpresa del calciomercato bianconero, il vero top player. Parte in sordina, dimostrando quando entra nel tessuto bianconero che può fare la sua figura. In una sera di gennaio, nel momento più difficile della stagione, Conte decide di lanciarlo titolare contro l’Udinese e Paul regala ai suoi tifosi due gol incredibili. Il primo è esplosività, potenza ma anche precisione, il secondo invece è un vero spettacolo del calcio giocato. Paul dimostra a 19 anni di avere la tranquillità di un veterano, giocando sempre semplice e rimanendo umile di fronte anche ai successi personali. La Juventus ha trovato un giocatore straordinario;
Simone Padoin 6.5: è il soldatino della Juventus di Conte, abile a giocare a testa alta anche contro il Bayern Monaco quando i campioni chinano il capo. Simone sicuramente non è un top player, ma in questa Juventus ci sta eccome! Grande corsa e ottima proposizione Conte dimostra di puntare su di lui inserendolo molto spesso a partita in corso anche in sfide delicate e preferendolo a Caceres e Isla per il ritorno decisivo di Champions contro il Bayern Monaco;
Emanuele Giaccherini 6.5: l’anno passato Conte disse che sognava una Juventus fatta di 11 Giaccherini, a dimostrazione della stima incondizionata per questo ragazzo che mette in campo sempre cuore e grinta. Il tecnico gli ha cambiato ruolo, trasformandolo in una vera e propria mezzala, ma lì la concorrenza è così forte che a torto qualche volta di troppo quest’anno se lo dimentica. Resta però decisivo un gol contro il Genoa e la sua qualità messa al servizio della squadra;
Simone Pepe sv: non fa in tempo a scende in campo che si fa male nuovamente in una stagione che per Speedy è maledetta. Spesso criticato dai media, la sua assenza si fa sentire eccome. Giocatore indispensabile per gli equilibri del 4-3-3, instancabile corridore sulla corsia. Venti minuti contro la Lazio rimangono gli unici in stagione;

ATTACCANTI
Alessandro Matri 6.5: nei primi mesi di questa stagione è irriconoscibile, tanto che trova il gol solo contro la difesa colabrodo del Signor Zdenek Zeman. Poi però nel momento decisivo della stagione decide di tornare a fare il suo mestiere: il gol. Gioca concreto e mai di fioretto, sempre al servizio della squadra. Sembra però che nel normale processo di crescita di questa squadra possa essere sostituito da un giocatore con più qualità. Noi però uno come Aleandro ce lo terremo sempre nella nostra rosa;
Mirko Vucinic 7: più bello che utile, purtroppo Mirko è croce e delizia per gli allenatori e i tifosi. Il rammarico arriva dalle giocate che solo a tratti sciorina, dimostrando a volte di poter essere uno dei primi giocatori dell’intero mondo. Poi però sparisce, si eclissa, smette di giocare e così il tifoso urla, sbraita e gliene dice di tutti i colori. Fatto sta che però quando vuole l’accende lui la luce e questo nessuno glielo può togliere;
Fabio Quagliarella 6: alla fine il Quaglia è sempre uno di quelli che la butta dentro con più continuità e ora, come contro l’Inter, torna a fare anche i gol impossibili. E allora perchè 6? Non piace assolutamente il suo comportamento nei confronti dei compagni e dello staff. La sua immagine dietro quel cappotto a parlare alle spalle di Alessio è di sicuro la più brutta di tutta la stagione bianconera. Probabile alla fine una sua cessione nel mercato estivo;
Sebastian Giovinco 7.5: neanche era tornato a Torino che già i tifosi maledicevano il suo riscatto, dimenticandosi i 15 gol 15 assist fatti con la maglia del Parma. Seba invece è fondamentale nella conquista di questo Scudetto, con i suoi gol e soprattutto con la mole di gioco fatta a favore dei centrocampisti che si inseriscono. E che peccato perderlo proprio per il doppio e decisivo scontro con il Bayern Monaco, dove la sua velocità avrebbe fatto di molto comodo. La critica lo stronca, ma noi lo promuoviamo a pieni voti anche se quest’anno ha dimostrato che il carattere è il suo tallone d’Achille. Le critiche l’afflosciano e gli fanno perdere concentrazione, ma nel futuro la Juve sarà ancora sua;
Nicolas Anelka sv: incomprensibile il comportamento di questo ragazzo, vedi Lucio, a cui la Juve offre la grande occasione di debuttare nel campionato italiano, ma alla quale risponde con polemiche e decidendo di non farsi trovare pronto quando serve (contro il Pescara). Alla fine il suo acquisto risulta utile solo per chi compila gli almanacchi, forse nemmeno per loro perchè dovranno annotare solo i 10 minuti contro la Roma;
Nicklas Bendtner sv: altro acquisto criticatissimo dalla gente, il danese non ha nemmeno il tempo per ambientarsi e assimilare i consigli di Antonio Conte. Ha giusto l’occasione di divorarsi un gol contro il Nordsjaelland sparendo poi tra infermeria e panchina. Non verrà riscattato;

Antonio Conte 9: è lui il vero artefice del miracolo Juventus, che dopo 2 settimi posti consecutivi arriva a 2 Scudetti consecutivi e un quarto di finale di Champions League che mancava ormai da 7 anni. La Juve dimostra di essere tornata grande e ora serve solo un passetto per poter competere in Europa. Unico appunto? Forse avrebbe dovuto credere di più nelle sue qualità e in quelle della squadra, non dandosi, almeno a parole, come vittima sacrificale del Bayern. Una gestione più accurata delle energie contro l’Inter, a due giorni dalla sfida dell’Allianz, avrebbe sicuramente portato degli effetti positivi. Ma come si fa a criticare Conte? La Champions arriverà, ne siamo sicuri!

M.F.