Juventus » esclusive » Juventus, ecco le prime parole di Ogbonna da giocatore bianconero

Juventus, ecco le prime parole di Ogbonna da giocatore bianconero

Juventus (getty images)

 

JUVENTUS OGBONNA – Angelo Ogbonna è stato presentato ufficialmente in casa Juventus. Ecco alcune delle sue prime parole, riportate da ‘JuveLive.it’: ”I tifosi del Torino se la sono presa con me? Io guardo sempre al presente e al futuro. Non mi ritengo un traditore perchè ho sempre sottolineato di essere un professionista. Il calcio viene praticato in ogni parte del mondo e ogni giocatore debba ambire ai massimi livelli e la Juve è il massimo. La mia scelta non è perchè ho voluto tradire, ma è l’ambizione che mi ha portato a questa scelta. Se ho paura di giocare poco in vista dei Mondiali? Questa è una grande società con tanti campioni. Il mio compito è mettermi al loro servizio e a quello dell’allenatore. Dovrò fare il massimo per cercare di ritagliarmi il mio spazio. Sarà il campo a decidere se giocherò molto o poco. Allo Juventus Stadium ci sono stati cori razzisti in passato? Sul razzismo meno se ne parla e meglio è… Il derby? Sarà per me una gara importante. Ora sono dall’altra parte, difendo la maglia della Juve e da professionista non penso di aver mai tirato indietro la gamba. Cercherò di mettere in difficoltà il Torino così come tutte le altre squadre. Sono in una società dove si gioca la Champions che è bi-campione d’Italia. Questa è una grande soddisfazione. La maggior parte delle persone del Toro mi conosce per l’uomo che sono, basta aver la fortuna di essere circondato da persone giuste. Ho ricevuto critiche e consigli. Una frase di mister Ventura? Noi siamo dei professionisti, con la maggior parte dei miei ex allenatori e dei miei ex compagni mi sono lasciato bene. Ho rispetto per tutto l’ambiente Torino, tifosi e società. Ho un buon rapporto con mister Ventura, ma anche col Presidente Cairo e il Direttore Petrachi. Sono state dette tante baggianate sul mio conto e sulla trattativa Juventus-Torino. Si è parlato di botte, ma c’è stata tanta cordialità”.

Marco Orrù