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Juventus-Galatasaray, Oreggia: “Una notte da cancellare”

IL 2-1 di Quagliarella (getty images)

Quagliarella in gol contro il Galatsaray – Getty Images

JUVENTUS GALATASARAY OREGGIA / TORINO – Il direttore di Tuttosport, Vittorio Oreggia, attraverso il suo blog sul sito online del giornale, ha voluto comunicare il suo pensiero sul rocambolesco pareggio contro il Galatsaray: “Non avevamo mai visto la Juventus così: lunga, sfilacciata, molle e inconcludente. In una parola: brutta. L’abbiamo ritrovata solo nell’ultimo quarto d’ora di una notte da cancellare; l’abbiamo ripersa quando, arrangiandosi con il cuore più che con la testa, aveva messo in piedi una rimonta pressoché incredibile. Al netto del risultato, un pareggio che complica moltissimo la corsa alla qualificazione, cosa si è visto contro i turchi di Mancini – solidi ma non stratosferici – deve essere frutto di riflessione. I prodromi di un disagio si erano già colti in campionato, poi soffocati da successi risicatissimi. Ci torna alla mente una frase di Tito Livio: dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Ci pensino, in corso Galileo Ferraris. Esisterà una ragione se la Juventus è andata sotto per la quinta volta in otto gare, se il gol di Drogba è scaturito dalla consueta boiata difensiva di un singolo (via di mezzo tra superficialità e presunzione), se il raddoppio turco è nato da un’altra boiata, se ai campioni d’Italia manca la fluidità dell’anno scorso e dell’anno ancora prima. Adesso la squadra di Conte è questa, fortissima nei buoni propositi, abilissima nei proclami, un po’ meno nello sviluppo del gioco, intuibile e quindi aggredibile. E’ il motivo per cui, alla vigilia, l’allenatore aveva chiesto il sostegno dei tifosi: forse subodorava la fregatura. Per di più, stavolta senza l’alibi dell’avversario che si rintana in difesa, occupa solo gli spazi e pratica un catenaccio compulsivo. Il Galatasaray – che Mancini ha avuto appena il tempo di raddrizzare in un paio di allenamenti – ha affrontato la sfida a viso aperto, al massimo prudente. Già, in Italia magari la si sfanga, in Europa si paga pegno”.