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Milan, Matri e la prima da ex: ”Se segno esulto”

Alessandro Matri (getty images)

Alessandro Matri (getty images)

 

MILAN JUVENTUS MATRI – Alessandro Matri fino a circa un mese fa vestiva la maglia della Juventus. Ora invece indossa quella del Milan e fra due giorni tornerà allo Juventus Stadium da ex. Scopriamo le sue sensazioni, in questa intervista a La Gazzetta dello Sport: ”Se esulto in caso di gol? Penso di sì, non la vedo come una mancanza di rispetto. Per me segnare vuol dire esultare, l’ho fatto anche contro il Cagliari, non vedo perché non dovrei. Sono rimasto in buoni rapporti con tanti dei miei ex compagni, alcuni mi hanno scritto sms per rincuorarmi perché non riesco a fare gol. Però la battuta finale era sempre la stessa: “Adesso aspetta ancora un po’ a sbloccarti, non contro di noi…”. A Torino ho lasciato un bellissimo gruppo e sarò felice di rivedere tutti. Con Andrea (Pirlo, ndr), Chiellini e Pepe ho un rapporto speciale. Cosa ne penso del caso Pirlo alla Juve? A me non è mai capitato di uscire arrabbiato per una sostituzione, anche perché a me alla Juve è capitato più spesso di entrare nel secondo tempo piuttosto che uscire… Comunque non mi pare che Andrea abbia avuto una reazione eccessiva, bisogna anche capire il contesto. Ci sta un po’ di nervosismo dopo una partita logorante, sempre marcato a vista dagli avversari. Differenze tra Allegri e Conte? Conte è più ossessivo tatticamente, è un grande motivatore, Allegri ha più rapporti con i giocatori, cerca più dialogo. La sua migliore qualità è riuscire a mantenere la giusta calma e serenità anche nei momenti difficili. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto. La mia cessione? Quando la società ti chiama e ti dice che, se arriverà un’offerta per te, la prenderanno in considerazione significa che non sei una prima scelta e non si punta su di te. La Juve ha voluto fare degli investimenti e aveva bisogno di soldi. Tra me e Quagliarella è partito chi ha avuto un’offerta per primo. Il Milan? Vincere contro una diretta concorrente può dare fiducia e morale. Credo ai primi tre posti e anche allo scudetto. Perché non dovrei? Il campionato è lungo. Juve più vulnerabile? Non ho visto la gara col Galatasaray, ogni tanto stacco la spina. Sul valore della Juve non c’è niente da dire, se poi con il mercato si è rafforzata o indebolita lo vedremo con il tempo. Quando Conte diceva che è difficile confermarsi non sbagliava, perché dopo 3 anni le squadre ti studiano. Le altre si sono rinforzate, dico Roma e Napoli su tutte, e la competitività è aumentata. Ci sta un calo mentale e fisico”.

Marco Orrù