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News, l’appello di Llorente ai compagni: ”Regalatemi tanti cross e poi ci penso io”

Fernando Llorente (getty images)

Fernando Llorente (getty images)

 

NEWS LLORENTE JUVENTUS – Fernando Llorente ha parlato nella giornata di ieri della stagione che verrà in casa bianconera, parlando anche del suo secondo campionato in maglia Juve. Ecco le sue parole, riprese da La Gazzetta dello Sport: ”Se mi considero il migliore attaccante del mondo nel gioco aereo? No. Io sono bravo, ma ce ne sono altri. Non si può scegliere il numero uno: c’è un gruppetto di fantastici specialisti. Penso a Toni, a Gomez, soprattutto a Falcao che non è altissimo ma ha uno stacco incredibile. Come ho imparato a sfruttare le doti fisiche? Con l’allenamento continuo e lo studio. Da giovane non ero così bravo di testa. Ho avuto la fortuna di vedere a Bilbao Ismael Urzaiz, il grande centravanti dell’Athletic, e di apprezzare come si muoveva in area. Il problema non è saltare, ma trovare il tempo giusto e soprattutto riuscire a controllare il proprio corpo quando, al momento dello stacco, vieni toccato, spinto, disturbato dal difensore. Bisogna essere bravi a ritagliarsi il proprio spazio vitale per andare a colpire. Se posso migliorare? Posso riuscirci. La squadra mi nutre (testuale, ndr) di palle e di cross. L’anno scorso la percentuale tra tiri in porta e gol effettuati era alta, quindi migliorare non è semplice. Ma sono convinto che sia possibile anche perché sono partito in modo diverso. Nel 2013 dopo Chatillon mi sentivo male male sia di fisico sia di testa. Poi sono migliorato, il gol alla prima partita da titolare mi ha aiutato, ho ritrovato la fiducia e tutto è andato bene. Adesso sono più abituato al lavoro, mi trovo meglio anche perché peggio era difficile… Io ho trovato un cammino da compiere nella Juve: non solo fare gol, ma aiutare difensivamente la squadra. Allegri ci ricorda sempre che è importante la pressione degli attaccanti: si comincia a difendere da lì e questo facilita il nostro gioco. Quanto siamo lontani dalla Champions? Bisogna crederci e sognare. Onestamente è difficilissimo vincerla, ma nessuno pensava che l’Atletico Madrid arrivasse a dieci secondi dal trionfo. Nel calcio può succedere di tutto”.