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News, Italia, Buffon: “Conte è unico e speciale”

Gigi Buffon (getty images)

Gigi Buffon (getty images)

NEWS ITALIA BUFFON / FIRENZE – Ecco le dichiarazioni rilasciate da Gigi Buffon nella conferenza stampa dopo la partita vittoriosa contro l’Olanda e in vista del match contro la Norvegia: “Contro l’Olanda è stata una bella prestazione e anche un po’ inaspettata. E’  stato un buon test per la nostra concentrazione, anche perchè negli ultimi tempi le amichevoli sono sempre state insidiose per l’approccio di gara. Possiamo dire di essere  stati bravi. Sfogo dopo l’eliminazione dal Mondiale? Eravamo tutti sotto choc, e le reazioni a caldo potevano assumere un’importanza più elevata di quello che realmente avevano. Detto questo avevo solo riportato un pensiero mio che era fondato sui fatti. Non era uno scontro generazionale, ma un modo per valutare il vero valore dei giocatori fondato sulla meritocrazia, indipendentemente dall’età. Lotito negli spogliatoi? Se c’è una persona che è vicino alla squadra o alle istituzioni non vedo cosa ci sia di male, noi giocatori, dopo i risultati modesti da cui veniamo, dobbiamo solo pensare ai risultati. Analogie con il Conte della Juve? Sono molte, alla fine il Conte che si è presentato alla Juventus è il medesimo che è rimasto nei successivi tre anni. E’ un continuo di quello là, i concetti calcistici che ha e il modo che ha di trasmetterli lo rende unico e speciale. Come dico sempre ci vuole una squadra che dia la massima disponibilità ad accettare ogni tipo di proposta. E penso anche che ci siano dei momenti nei quali è un qualcosa di dovuto dare la disponibilità, soprattutto quando si viene da risultati deludenti”. Nostalgia di Conte non più alla Juve? Penso che i clicli siano destinati a finire o a non dare più risultati o a non dare lo stesso entusiasmo che li ha caratterizzati. Se il mister ha fatto quella scelta, in maniera serena si è reso conto che qualcosa era cambiato e saremo andati incontro a qualche difficoltà in più. Se lo ritroviamo qua è perché ha la piena convinzione di fare qualcosa di straordinario, proprio per la maturità dell’uomo e del professionista, perché se lui non crede al 100%, non intraprende un’avventura. Zaza è uno da Juve? Non mi sorprende, mi è sempre piaciuto tantissimo, ma ora cerchiamo di tutelarlo. In che cosa sei migliorato e peggiorato negli anni? Ho acquisito la sicurezza di sentirmi forte in qualsiasi competizione, sia che giochi campionato, Champions, un Europeo o un Mondiale. Sicuramente migliori dal punto di vista dell’esperienza, perché valuti prima certe situazioni di gioco e non fai errori. Però perdi un po’ i riflessi, e l’entusiasmo che hai a 17/18 anni non è lo stesso che hai a 40 anni. Conte lavora più di chiunque sulla tattica? Io ho avuto anche Sacchi e sicuramente lui e Conte sono i più pignoli. E’ un loro credo, se poi arrivano i risultati non c’è possibilità di cambiamento. Anche i giocatori quando si trovano di fronte a risposte confortanti vengono rapiti dal meccanismo”.