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Primo piano, l’avversario: l’Atletico Madrid di Simeone

Diego Pablo Simeone (getty images)

Diego Pablo Simeone (getty images)

PRIMO PIANO ATLETICO MADRID SIMEONE / MADRID –

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Moyà; Juanfran, Miranda, Godin, Ansaldi; Tiago, Mario Suarez; Raul Garcia, Arda Turan, Koke; Mandzukic. All.: Simeone.

DIFESA – In porta l’esperto Moyà sta cercando di far dimenticare Courtois, vero baluardo per la difesa dei “Colchoneros” la scorsa stagione. Da destra Juanfran potrebbe rendersi pericoloso con le sue avanzate, mentre la coppia di centrali Miranda-Godin garantisce centimetri che si fanno valere sia nella propria area che in quella avversaria. A sinistra l’argentino Ansaldi, dopo essersi messo in mostra nello Zenit proverà a ripetersi quest’anno, sostituendo al meglio il brasiliano Felipe Luis.

CENTROCAMPO – Un reparto ben assemblato, che però dovrà far a meno del capitano Gabi che non sembra recuperare da un infortunio. I due mediani saranno così Mario Suarez, più portato alla difensiva e l’ex juventino Tiago portato più a offendere. I centrocampisti che dovranno assistere l’attacco saranno Koke, Arda Turan e Raul Garcia, bravi a sapersi inserire negli spazi e letali nelle ripartenze.

ATTACCO – L’unico attaccante di ruolo sarà Mandzukic, ma in realtà anche Raul Garcia (pur avendo caratteristiche da centrocampista) può considerarsi una seconda punta. L’attaccante croato (che già ha trafitto Buffon quando militava nel Bayern) è dotato di una gran stazza fisica, ma sa muoversi con agilità e difficilmente sbaglia sotto porta. In panchina a disposizione Simeone potrà contare anche sul talentuoso Griezmann, tecnico e veloce, in grado di effettuare giocate straordinarie nel mettere i compagni a tu per tu con il portiere, ma anche molto prolifico in zona gol. Poi bisognerà vedere se potrà dare il suo contributo l’ex granata Cerci, anche se a corto di condizione potrebbe trovare energie da derby.

SIMEONE – Un tecnico grintoso, pragmatico, che pratica un modulo a una punta, ma che si fonda sulle continue incursioni dei centrocampisti e degli esterni di difesa. Abile a preparare (grazie al secondo Burgos) azioni pericolose sui calci piazzati. Prova ne è che la maggior parte dei gol realizzati provengono da palle inattive.

PUNTI FORTI – Difesa compatta, rapidità nell’allestire le ripartenze, pericolosità sulle palle da fermo e insidie con tiri dalla distanza.

PUNTI DEBOLI – Gli unici punti deboli potrebbero essere la panchina non all’altezza  e l’assenza di giocatori che l’anno scorso erano determinanti in attacco (D. Costa) e in difesa (Courtois).