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Primo Piano: Marcello Lippi, l’allenatore dei due mondi!

Marcello Lippi (getty images)

Marcello Lippi (getty images)

PRIMO PIANO LIPPI – Marcello Lippi sembra aver detto basta con il mestiere di allenatore, almeno per ora. Infatti dopo aver vinto il terzo scudetto di fila con i cinesi del Guangzhou Evergrande, avrebbe deciso di chiudere qui la sua carriera. E’ probabile dunque che non ci sarà più nessuna panchina fortunata ad ospitare uno dei più grandi allenatori di sempre, se non il più grande.
Una carriera lunga e travagliata la sua, fatta di umile gavetta, qualche cocente sconfitta, ma tante, tantissime vittorie e soddisfazioni.
Da calciatore verrà sicuramente ricordato dai tifosi doriani come un ottimo libero, ma è la carriera da tecnico che regalerà la gloria al tecnico viareggino.
Proprio nel settore giovanile della Sampdoria intraprende la strada da allenatore guadagnandosi la chiamata dell’Atalanta portando buoni risultati in casa orobica. E’ promettente Marcello, per molti fa parte di una nuova razza di allenatori, quella che forma gli uomini, li plasma e li rende vincenti all’interno di un gruppo forte e coeso. Per questo suo carisma viene scelto dal Napoli che deve risollevarsi da una brutta situazione economica e tecnica. Arriverà per i partenopei l’insperata qualificazione alla Coppa Uefa che lo mette in evidenza agli occhi dalla Juventus, che lo porterà a Torino nel 1994. Da qui inizia la trionfale ascesa di Marcello Romeo Lippi.
Dopo nove lunghissimi anni di digiuno i bianconeri vincono lo scudetto e lo fanno grazie alla sua guida carismatica che forma una squadra di uomini oltre che di campioni tra i tanti: Vialli, Baggio, Ravanelli, Ferrara, Peruzzi, Torricelli, Di Livio…
La stagione successiva è ancora più epica, infatti arriva la vittoria della Champions League in finale, ai rigori, contro l’Ajax, con Gianluca Vialli, simbolo di quella Juventus, che alza al cielo di Roma la coppa dalle grandi orecchie, assente dalla bacheca juventina da quel trionfo maledetto del 1985 contro il Liverpool.
E’ la consacrazione per il tecnico toscano che però non si ferma qui. Infatti nello stesso anno arriveranno, le conquiste della Supercoppa europea, vinta battendo il Paris Saint Germain, e della Coppa Intercontinentale vinta a Tokyo sul River Plate grazie al sigillo di Alessandro Del Piero, astro nascente bianconero. Tra i trofei vinti alla guida della Vecchia Signora, registriamo ancora supercoppe italiane, una coppa Italia e altri scudetti. Il triennio tra il 1996 ed il 1998 verrà ricordato per le incredibili tre finali consecutive raggiunte in Champions, ma dopo la vittoria di Roma, le ultime due, contro Borussia Dortmund e Real Madrid, saranno sconfitte dolorose che allungheranno la scia di maledizione in questa competizione per i bianconeri.

Tutte le cose belle però sono destinate a finire, e cosi sarà anche tra la Juventus e Lippi. Infatti la crisi è alle porte, e sarà una pesante sconfitta casalinga contro il Parma nella stagione 1998/99 a far fioccare le polemiche e le critiche su di lui e Lippi, uomo notoriamente suscettibile, dopo uno sfogo in sala stampa decide di lasciare quella squadra.

La stagione successiva è richiesto da parecchi club, tra i tanti la spunta l’Inter di Moratti; una squadra in grave crisi di identità e bisognosa di una guida carismatica che ne risollevi le sorti. La crisi della compagine milanese ha però radici molto profonde, e non basta certo un ottimo allenatore a risolvere tutti i mali. I nerazzurri andranno male in campionato non riuscendo a trovare ne gioco ne riusultati, come spesso capita a farne le spese sara’ il Mister, che viene mestamente esonerato.

Ma come spesso capita, non tutti i mali vengono per nuocere e cosi sarà. Ecco di nuovo la Juventus, con la quale vince lo scudetto 2001/2002 (strappandolo proprio all’Inter all’ultimo turno di campionato nella memorabile giornata del 5 maggio) e il tricolore 2002/2003. Quest’ultima stagione registra un’altra sconfitta in Champions contro i rivali del Milan in quel di Manchester.
Anche questa volta le strade tra la Vecchia Signora e Marcello si dividono, ma stavolta sarà per una buona causa. Infatti c’è una nuova ed emozionante avventura pronta per Lippi, che dopo la grande delusione della nazionale agli europei di Portogallo 2004, viene scelto per guidare gli azzurri sostituendo Giovanni Trapattoni. In due anni riesce a forgiare un gruppo coeso, portandolo ad un risultato straordinario e storico: la vittoria ai mondiali di Germania 2006. Un successo che sarà la dimostrazione della sua forza, del suo modo di intendere questo sport, fatto di sacrificio e spirito di appartenenza. Una vittoria che lo consegna di diritto alla storia del calcio.
Passano poche ore dalla grande vittoria e dalla grande festa e per Lippi è gia tempo di pensare ad un meritato riposo, si dimette ed il ruolo di commissario tecnico viene affidato a Roberto Donadoni. Ma due anni dopo, causa l’uscita dell’Italia ai quarti di finale degli Europei del 2008, Donadoni viene sostituito e Lippi torna a sedere in azzurro, per guidare la nazionale verso i mondiali del 2010. Purtroppo la sua squadra questa volta delude, e non supera nemmeno il girone che porta alle fasi finali, ancora una volta si assume le responsabilità dimettendosi.

Dopo un periodo di assenza dal mondo del calcio, in cui lo si vede passeggiare in bicicletta nella sua Viareggio, nel mese di aprile 2012 viene convinto a tornare ad allenare: la squadra è quella cinese del Guangzhou Evergrande (della città di Canton) e a convincerlo è il multimilionario proprietario Xu Jiayin. Alla fine di ottobre dello stesso anno porta la squadra a vincere il campionato cinese. Diventa “eroe dei due mondi” quando all’inizio del mese di novembre 2013 porta i cinesi del Guangzhou a vincere la Champions d’Asia: mai nessuno aveva vinto i tornei più prestigiosi di due continenti diversi. L’avventura asiatica è colma di successi. E’ storia recente la vittoria dell’ultimo scudetto, il terzo consecutivo, che coincide con l’addio alla panchina di Lippi.
In tutti questi anni abbiamo conosciuto un grande allenatore forse il più grande di sempre, decisivo con il suo modo di essere leader, con il suo modo di guardare oltre alla tecnica o alla tattica. Duro, sincero e trasparente nel rapporto con i suoi giocatori e non solo. Tutto il calcio italiano deve tanto a Marcello Lippi che ora non allenerà più, ma siamo pronti a scommettere, non lascera’ il calcio. Lo aspettiamo per una nuova avventura sicuri che lascerà ancora una volta il segno, cosi come un grande condottiero e leader sa fare. In attesa di un nuovo trionfo, permettici di dirti semplicemente: Grazie Marcello, allenatore dei due mondi.

Giovanni Remigare