Riccardo Maspero Torino-Juve
Riccardo Maspero © Getty Images

 

In principio era il derby del Toro, poi tanta Juve con punte di Maspero, Maresca e Bruno Peres. Già, perché le prime Torino-Juve non sono sempre state appannaggio della Juventus, come negli ultimi tempi. Il primo derby risale al 1907 e vede l’affermazione del Torino per 2-1 (reti di Orsi, Kempher e Borel). Poi una serie di vittorie roboanti di marca granata, fra cui anche un 1-4 (sempre nel 1907), uno 0-8 nel 1912 e addirittura un 8-6 nel 1913. Ma i giorni nostri sono marcatamente bianconeri ed è ciò che risulta anche dai derby giocati e vinti spesso dalla Juventus. Ma Torino-Juve non sarà mai una partita come tutte le altre. Soprattutto per il Torino, che negli ultimi tempi, in mancanza di grandi successi, su questa sfida impernia buona parte della stagione. Ma anche in casa Juve non si scherza. Ogni gol è una goduria per l’una o per l’altra parte, ogni storia si trasforma in leggenda e si tramanda nei secoli dei secoli. Come il 30 novembre 2014. Vidal trasforma il rigore per l’1-0, poi improvvisamente Bruno Peres prende palla e parte con un coast-to-coast straordinario, culminato con un missile alle spalle del portiere. Normalmente sarebbe soltanto un gran goal, se fatto nel derby diventa immortale. Come la famosa scenetta di Maspero, che costò un derby alla Juve. Uno dei non-gol più celebri degli ultimi anni.

Maresca corna Torino-Juve
Enzo Maresca e le corna nel derby ( © Getty Images)

Torino-Juve, dal dischetto di Maspero alle corna di Maresca: 111 anni di aneddoti

Dicevamo del famoso “rigore di Maspero“, che in realtà è il rigore di Marcelo Salas. Giorno 14 ottobre 2001, uno dei Torino-Juve più folli di sempre. Dopo una gara epica siamo 3-3, ma al minuto 89 ecco il rigore per la Juventus. Salas è pronto a calciare, ma senza che l’arbitro se ne accorga Ricky Maspero scava una piccola buca all’altezza del dischetto che sbilancia il pallone. Rigore in curva e risultato bloccato fino alla fine, per la gioia granata. Il clima è infuocato, e infatti la situazione si ribalta al ritorno. 24 febbraio 2002, la Juve è in testa al campionato a +1 sull’Inter e sulla Roma. La partita si mette male e dopo il vantaggio di Trezeguet arriva il pareggio di Ferrante, che mima le corna del toro mandando in visibilio i tifosi. Il 2-1 granata porta la firma di Cauet, ma sempre all’89’ arriva la beffa, stavolta per il Toro. Maresca trova il pareggio e “restituisce” le corna agli avversari, mimandole a sua volta e mandandoli in bestia. Gioie all’ultimo respiro, come quella regalata da Trezeguet nel 2007, Torino-Juve 0-1 al 94′ con destro al volo del francese. O come quella del 2014, la famosa partita del gol di Bruno Peres. Juve in 10 uomini, risultato fermo sull’1-1. Finita? Macché. Al 93′, ad un passo dal fischio finale, Pirlo pesca un missile da fuori che si insacca e fa esplodere lo stadio juventino. Minuto 93 che evidentemente porta bene alla Juve: parliamo di poco più di 2 anni fa, 31 ottobre 2015, bianconeri che arrancano anche in campionato. In campo segna Pogba, pareggia Bovo. Sembra finita, poi al 93′ ci pensa Cuadrado a regalare ad Allegri e ai suoi un successo ormai insperato, che darà la svolta alla squadra e porterà alle 15 vittorie consecutive che significheranno scudetto. A volte basta poco per cambiare una stagione: basta un gol in un derby, magari in pieno recupero. Perché il derby è sempre speciale, e il prossimo, con il “nemico” Mazzarri in panchina, di certo non sarà da meno.

 

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