L’esultanza di Iaquinta in Parma-Juventus 2-2 del novembre 2007 (getty images)

 

I pm chiedono una pena pesante per l’ex attaccante di Juventus e Nazionale, campione del Mondo nel 2006.

Guai in vista per Vincenzo Iaquinta, 38enne ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del Mondo a Berlino nel 2006. Nell’ambito del processo Aemilia, il più grande contro la ‘ndrangheta mai celebrato al nord Italia, i pm hanno chiesto una pena di 6 anni di reclusione per l’ex bomber calabrese, con l’accusa di reati relativi alle armi e con l’aggravante mafiosa. Stangata anche per il padre dell’attaccante, Giuseppe, che rischia 19 anni di carcere. L’accusa del maxi processo Aemilia sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia Romagna ha terminato la sua requisitoria chiedendo la condanna di tutti i 151 imputati per un totale di 1712 anni di condanna. Tra i reati contestati, a vario titolo, agli imputati si va dall’associazione a delinquere di stampo mafioso alle false fatturazioni, usura, estorsione e frode.

Juve, l’ex Iaquinta ora rischia grosso

Oltre a Iaquinta padre (accusato di affiliazione alla ‘ndrangheta) e figlio, che hanno scelto il rito ordinario, le richieste di pena più alte sono arrivate per Michele Bolognino (30 anni in ordinario e 18 in abbreviato), Gaetano Blasco (26 anni e 6 mesi in ordinario e 16 anni in abbreviato), Pasquale Brescia (14 in ordinario e 4 anni e 6 mesi in abbreviato). Iaquinta ha attaccato gli scarpini al chiodo nel 2012. Nella sua carriera ha vestito le maglie di Udinese e Juventus in Serie A, vincendo però solo con la maglia della nazionale italiana. Ai Mondiali tedeschi, infatti, fu scelto da Lippi nella rosa azzurra a disposizione per l’evento. Nel suo palmares anche un gol in quella manifestazione mondiale.