Home Rassegna Stampa Figc Gravina: “La Serie A potrebbe finire anche a luglio”

Figc Gravina: “La Serie A potrebbe finire anche a luglio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:47

Il numero uno della Figc ha parlato ai microfoni di Radio24 ipotizzando un possibile prolungamento del campionato di Serie anche durante l’estate: a luglio.

Gravina
Gravina, Presidente FIGC

Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina ha parlato ai microfoni di Radio 24 su diversi argomenti riguardante il nostro campionato: “L’ipotesi è quella di far ripartire la Serie A il 3 maggio, per finire poi il 30 giugno. Tuttavia se non fosse possibile chiederemo al Governo, Fifa e Uefa di recuperare 10-15 giorni anche nel mese di luglio”. Al presidente gli è stata poi chiesta una domanda sugli stipendi dei giocatori: “Il taglio degli ingaggi in questo momento non è tabù”.

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Serie A

“Per noi i campionati nazionali, in questo momento, hanno più rilevanza rispetto alle competizioni europee, che sono tutelate invece dalla Uefa e lo abbiamo già fatto presente. Non valutiamo cambi di format e così dovrebbe fare la Uefa”. Così il presidente ha voluto rispondere alla domanda sul campionato di Serie A, che in questo momento è ancora la priorità e volerlo far disputare fino alla fine delle partite come unico obiettivo. Poi il presidente ha aggiunto: “Non vogliamo nemmeno pensare l’ipotesi di non ripartire, sarebbe un danno, mi preoccuperebbe per il nostro paese. È stato da poco comunicato il rinvio dell’Europeo, ora abbiamo migliori possibilità di recuperare le partite tra maggio e giugno auspicando di finire tutto per il 30 giugno. Nel caso non fosse possibile chiederemo comunque la possibilità di sforare con 10-15 giorni nel mese di luglio”. Si è poi parlato sul taglio degli ingaggi dei giocatori e, come abbiamo detto, per il presidente non sarebbe un tabù: “In questo momento di emergenza il taglio degli ingaggi non sarebbe un tabù. Ci dobbiamo mettere tutti attorno ad un tavolo e parlarne, la crisi e l’emergenza valgono per tutti. Dobbiamo avere le capacità di rimanere uniti e accettare le nostre responsabilità, siamo chiamati ad un gesto di solidarietà”. 

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