Serie A, si pensa alle date degli allenamenti

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La Serie A prova a pensare di ripartire. Ora sembrerebbe essere il momento di fissare la data per gli allenamenti: ecco la situazione.

Gravina Serie A

La Serie A vuole ripartire e studia mosse e strategie per farlo. Ora l’obiettivo, come riportato da ‘Il Corriere dello Sport’, è quello di trovare una data certa per gli allenamenti. L’ultimo dpcm però non fa alcuna chiarezza sotto questo punto di vista. Ieri sera però ci sarebbe stato un primo passo, visto lo svolgimento del Consiglio di Lega, dove sono stati presenti il presidente Dal Pino, l’ad De Siervo, i consiglieri federali Marotta e Lotito, i consiglieri di Lega Antonello, Campoccia, Scaroni e Percassi più il membro indipendente Casasco. Le idee sono molto chiare: la Serie A ha chiesto, come tutte le realtà industriali, una data certa.

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Serie A, è battaglia con il Governo?

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In nottata però è arrivata la replica del Governo, più precisamente del ministero dello Sport. In questa è stato precisato che “la data della ripartenza del campionato è stata espressamente esclusa dalla discussione nella riunione con Figc e le Leghe della settimana scorsa. Su questo il ministro si aspetta il chiarimento del presidente della Figc Gravina. Il protocollo presentato e oggetto di approfondimento in questi giorni infatti riguarda esclusivamente la ripresa degli allenamenti. Nessun impegno è stato assunto dal Governo per un arco temporale così lungo, non potendo fare previsioni su decisioni che possono essere valutate solo osservando l’andamento della curva dei contagi e sulle indicazioni che il comitato tecnico scientifico potrà dare“. Insomma. è un vero e proprio scontro a distanza.

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Ma qual è l’obiettivo della Lega? In via Rosellini la voglia di tornare in campo è grande, perché se ciò non succedesse il rischio di fallimento per alcune società sarebbe concreto. Non a ca so si prova a parlare di calendari. L’ultima data utile per riprendere è il 14 giugno, altrimenti in caso contrario non ci sarebbero più i tempi per completare campionato e Coppa Italia, di cui vanno disputate le semifinali di ritorno. Insomma, la volontà è quella di andare avanti, ma c’è sempre l’ipotesi che il Governo decida di fermare il calcio. Ma le conseguenze di questa decisione sarebbero a dir poco devastanti.