Porto squadra ostica, chi è l’avversario della Juve in Champions League

0
362

Non c’è da stare sereni affatto, il Lione della scorsa Champions League dovrebbe insegnare alla Juventus di diffidare del Porto agli ottavi.

Porto, la squadra che affronterà la Juventus in UCL (Getty Images)

Ricordare il Lione, sempre. Il monito è quello, mai più sottovalutare un avversario sulla carta potenzialmente inferiore. Il Porto, saltato fuori dall’urna della Champions League ed accostato alla Juventus, va preso insomma con le molle. La formazione allenata dall’ex Lazio Sergio Conceicao è terza nel campionato nazionale alle spalle di Sporting e Benfica. Compagine di grandissima tradizione, ha eliminato la Roma qualche anno fa proprio dalla massima competizione. Risultato che costò la panchina a Di Francesco. 

LEGGI ANCHE >>> Dybala, parole d’amore per la Juventus. Ma resta in bilico per uno scambio

Porto, quella volta di Bonucci sullo sgabello

Porto, la squadra che affronterà la Juventus in UCL (Getty Images)

Nel girone eliminatorio ha chiuso alle spalle del Manchester City. La formazione di Pep Guardiola è stata fermata al Dragao per 0-0, dove i lusitani hanno dimostrato una grande fase di non possesso. Conceicao alterna il 4-2-3-1 al 4-3-3 e punta forte sulla stella della squadra: Jesus Corona. L’altro esterno è Felipe Anderson, altra vecchia conoscenza della Lazio. Il centravanti, invece, è Marega che sta segnando gol a grappoli. Dopo un inizio un po’ complicato, in campionato proviene da quattro successi consecutivo dove le buone doti offensive e solidità arretrato hanno sorpreso. In Champions League il Porto ha sempre vinto, meno, appunto, nel match casalingo con gli inglesi e nella gara dell’Ethiad dove Aguero e compagni si sono imposti 3-1. Toccherà a Cristiano Ronaldo far piangere i suoi connazionali, sperando che l’andata sia ancora a porte chiuse. Si eviterebbe un inferno, già vissuto negli ottavi del 2017 quando Bonucci finì sullo sgabello ma Dani Alves e compagni fecero tutto secondo norma. I fan bianconeri sono autorizzati a fare gli scongiuri, ma era il 2017: l’anno di Cardiff. Storie ed epoche completamente diverse, con un tecnico che in Europa sapeva come fare.