Calciomercato Juventus, ultim’ora Sky: Dybala e quell’ennesima delusione

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Calciomercato Juventus, è ancora un rebus il futuro dell’argentino che dal 1 luglio non sarà più un calciatore bianconero.

Gli è bastata una manciata di minuti per prendersi la scena, mercoledì scorso, nella Finalissima 2022 giocata a Wembley contro l’Italia. L’ultimo gol dell’Argentina, quello del definitivo 3-0, porta la sua firma. Uno dei suoi classici sinistri velenosi su cui Donnarumma non non ha potuto nulla. Paulo Dybala, forse nel tentativo di farsi rimpiangere dai suoi vecchi tifosi, ha probabilmente voluto lanciare dei segnali.

Dybala ©️Ansafoto

Ancora qualche giorno e poi la sua avventura alla Juventus terminerà ufficialmente dopo sette lunghe – e intense – stagioni in bianconero. Non si conosce ancora quale sarà la sua prossima squadra ma tutti gli indizi portano all’Inter e al suo mentore Beppe Marotta, l’uomo che nell’estate 2015 fece di tutto per portarlo a Torino. L’attuale amministratore delegato nerazzurro non ha occhi che per lui da quando ha capito che la trattativa con la “Signora” per il rinnovo del contratto non sarebbe andata a buon fine. L’Inter è attualmente in pole sul giocatore ma ci sono ancora dei dettagli da limare. E non di poco conto.

Calciomercato Juventus, i grossi club europei dubiterebbero delle sue condizioni fisiche

Calciomercato Juventus
Dybala ©LaPresse

Dybala è stato chiaro anche con i giornalisti. A lui piacerebbe “esplorare” altri campionati come la Liga e la Premier League, ma con l’Italia ovviamente c’è da sempre un rapporto speciale. Nel Bel Paese il talento argentino si trova benissimo, conosce a menadito la Serie A e gli farebbe piacere restare. Ha strizzato l’occhiolino all’Inter, insomma. Anche se, in cuor suo, spera in un’offerta importante dall’Inghilterra o dalla Spagna. Lo riporta nelle ultime ore Sky Sport, affermando come Dybala sia in attesa di un’avance da grossi club come Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Barcellona.

I quali, però, tentennerebbero soprattutto per via delle sue condizioni fisiche, spesso precarie. Temono che la sua fragilità gli impedisce di diventare determinante in campionati in cui l’intensità è decisamente maggiore.