Andrea Pirlo ha lasciato il calcio giocato da pochi giorni giocando l’ultima partita in MLS. L’ex centrocampista di Juventus e Milan ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport parlando delle sue sensazioni del momento: “Per adesso sono positive perché era da un po’ che ci pensavo: non è una scelta fatta al momento, ma è ponderata e arriva al momento giusto. Ora mi sento bene. Sicuramente ho provato un po’ di emozione perché era la mia ultima volta su un campo da calciatore, ma era una cosa che avevo deciso: non è stato un fulmine a ciel sereno, l’emozione era giusta al momento giusto. L’ho pensato l’anno scorso, alla fine del campionato anche perché un po’ di acciacchi si facevano sentire e non volevo arrivare a trascinarmi sul campo. Quando battevo gli angoli mi dedicavano una standing ovation: la gente mi apprezzava moltissimo, era contenta di vedermi in campo. Quando mi avvicinavo a loro c’era sempre grande affetto: li devo ringraziare perché mi hanno accolto come una star, anche se non lo ero”. Poi Pirlo si è soffermato su un aspetto particolare: “Qualche volta l’avevo già sentita in Europa, ma negli USA “maestro” era l’aggettivo con il quale mi chiamavano: è una bella cosa. Fa sempre piacere”. Sulle punizioni ha svelato di aver avuto un vero e proprio idolo: “Avevo studiato Juninho: tirava da tutte le parti con naturalezza e faceva traiettorie strane. Mi sono messo lì a provare da solo e ho tirato fuori questo tipo di calcio mio che mi ha dato tante soddisfazione”.
Poi l’ex centrocampista della Juventus ha parlato della sua scelta di andare a giocare in MLS ricordando anche le sue vecchie squadre: “Da sempre ho pensato di chiudere la carriera in America perché mi affascinava e il calcio era in crescita. C’è un movimento forte, che ha voglia di migliorare: c’è passione, i bambini cominciano a giocare a calcio invece di football e baseball. C’è voglia di diventare uno dei campionati più importanti del mondo. C’è da cambiare, ma hanno tutto per poterlo fare: ci vuole tempo e qualche regola diversa. Ho fatto dieci anni fantastici al Milan e quattro stupendi alla Juve: sono due squadre fortissime in cui mi sono trovato benissimo in entrambe. Sono due momenti fantastici della mia vita. Si equivalgono, non c’è una migliore dell’altra”. Infine, Pirlo non ha ancora deciso cosa farà da grande: “Ho smesso da poco e non ho ancora le idee ben chiare. Sicuramente andrò a fare il corso, che è una cosa che potrà tornarmi utile. Se arriverà la scintilla di fare l’allenatore, lo farò; altrimenti farò qualcos’altro. Mi piacerebbe anche fare il dirigente perché mi piace vedere le partite, conoscere giocatori. Amo il calcio, conosco molti campionati e mi piace stare lì a vedere giocatori giovani. Può essere una soluzione.”.
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