Thiago Motta, l’esperienza alla Juventus ed il fallimento: il suo agente lancia una stoccata al club e svela i reali motivi, c’entra anche Max Allegri
Avrebbe dovuto aprire un ciclo nuovo e vincente, cancellando definitivamente Max Allegri peraltro esonerato prima della fine del campionato, due giorni dopo la vittoria della Coppa Italia in finale contro l’Atalanta e la sfuriata nei confronti dell’arbitro. Ed invece Thiago Motta è durato circa otto mesi alla Juventus.
Arrivato nell’estate del 2024 con tutti gli onori del caso, reduce dalla qualificazione alla Champions League con il Bologna, un vero e proprio miracolo sportivo, il suo esonero è scattato il 23 marzo 2025. Una serie altalenante di risultati furono da preludio al precipitarsi della situazione.
Dopo due sconfitte consecutive, lo 0-4 incassato per mano dell’Atalanta all’Allianz ed il 3-0 del Franchi contro la Fiorentina, la dirigenza decise di sollevarlo dall’incarico affidando la panchina ad Igor Tudor. La Juve in quel momento era al quinto posto in classifica ed a fine stagione chiuse in quarta posizione, risultato che consentì al croato di essere riconfermato, almeno fino all’esonero dello scorso ottobre.
Thiago Motta probabilmente avrebbe avuto bisogno di tempo alla Juventus ma in casa bianconera si è restii ad aspettare troppo tempo che decolli un progetto: d’altronde “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta” come recita il motto di casa bianconera.
E così il 4-2-3-1 ed il puntare sui giovani per un futuro a lungo raggio brillante ha funzionato solo i primi tempi, quando a tutto ciò arrivavano anche i risultati. Poi il grave infortunio a Bremer – crociato ko a novembre – ha minato le certezze della squadra ed anche la solidità difensiva dando il via all’inizio della fine.
Dario Canovi, agente dell’allenatore senza panchina da più di un anno, ai microfoni di Radio Tutto Napoli ha spiegato parte dei problemi riscontrati alla Continassa dall’ex centrocampista di Barcellona, Genoa ed Inter tra le altre oltre che dell’Italia.
“Non tutti soprattutto fuori la società probabilmente gradivano la sua presenza, ecco perché non ha funzionato” le dure parole di Canovi. “L’arrivo di Thiago sulla panchina bianconera è stato visto ed interpretato come un tradimento perché c’era grande amore per Allegri. Lui ne ha pagato le conseguenze pur esente da colpe” ha aggiunto.
“Il problema è stato l’ambiente, andando a guardare i risultati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche squadra grandi” le parole di Canovi prima di lanciare una stoccata alla società. “Quando una società sposa un progetto, dovrebbe portarlo fino in fondo o non arrendersi dopo pochi mesi soprattutto quando è di buon livello la squadra“.
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