Mino Raiola esce allo scoperto sul caso Donnarumma, dopo l’annunciata rottura col Milan in seguito alla decisione di non rinnovare il contratto con i rossoneri. Il potente procuratore ha affermato a ‘Il Corriere dello Sport’ in edicola oggi di non voler giungere a questo punto: “I soldi non c’entrano niente, a Fassone, con cui ho un ottimo rapporto, avevo chiesto tempo e serenità. Non ho mai pensato di portare Donnarumma via dal Milan a parametro zero e volevo solo meditare su quale sarebbe stata la scelta migliore per il futuro del ragazzo. Ma 15 giorni fa mi sono visto col Milan ed i dirigenti rossoneri si erano comportati male chiamando privatamente la famiglia di Gigio e parlando ai giornali. Inaccettabile”.
Raiola prosegue: “Ci hanno anche dato l’ultimatum, ma ad un certo punto Donnarumma stesso mi ha confessato di non sentirsi più a suo agio così, nonostante lui al Milan desiderava restare. Il tempo per pensare al rinnovo c’è stato, si poteva fare ad ottobre, a dicembre, invece non c’è mai stata una trattativa vera. Il nuovo ds milanista Mirabelli ha creato ostilità fin da subito, con lui ho avuto un duro scontro, ci ha minacciato in maniera inaccettabile e ha fatto vedere chiaramente di non avere esperienza. Io invece in 25 anni che sono nel calcio non mi sono mai piegato a nessuno, se devo morire lo faccio in piedi. Le accuse a mio carico di aver plagiato Donnarumma le rispedisco al mittente, e comunque di queste idiozie non me ne importa. Un errore l’ho fatto: l’istinto mi suggeriva di chiuderla prima ma non l’ho fatto. Con Galliani tutto questo non sarebbe mai accaduto, lui stesso ha provato a mediare e pure con lui ho discusso. I tifosi hanno messo uno striscione contro il ragazzo sotto alla sede sociale e nessuno è andato a toglierlo, questo sarebbe stato un segnale importante”. Intanto la Juventus attende sviluppi, ma Raiola non mostra aperture.
Inevitabile che sia così: il calciomercato Juventus potrebbe infatti essere caratterizzato da un tentativo importante di prendere l’ormai fuori rosa Donnarumma dal Milan: “Intanto ora piazzerò una guardia del corpo accanto al ragazzo, in giro ci sono tanti pazzi e ha già ricevuto minacce di morte. Questa situazione lo intristisce molto, ma lui non ha tradito nessuno e non l’ho portato io via dal Milan, è stato il club a perdere Donnarumma, che comunque resta un giocatore rossonero fino a giugno 2018. Rispetteremo il contratto, anche se sento già puzza di mobbing, è lui la vera vittima. Sceglierà Montella se mandarlo in campo o in tribuna, ma spero che l’allenatore decida con la sua testa. Non ho parlato di Donnarumma con nessuna squadra…forse alla Juve sarebbe in difficoltà. Comunque se il Milan dovesse chiamare io risponderò sempre, ma penso sia meglio se a questo punto Donnarumma vada via”.
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