La Juventus che domina in Italia e che negli ultimi tre anni ha conquistato due finali di Champions League, è anche merito di Giuseppe Marotta. L’amministratore delegato bianconero, insieme a Fabio Paratici, ha creato negli anni una squadra quasi perfetta con colpi di calciomercato ponderati e sempre calzanti col progetto juventino. Il direttore del club torinese ha lasciato una lunga intervista a “Il Giornale”, spaziando a 360 gradi su tutti gli argomenti riguardanti la Juventus: “Quella di quest’anno è la squadra bianconera più equilibrata che abbia mai avuto. Fino ad ora abbiamo espresso solo il 70% delle nostre potenzialità. Rinnovare ogni anno è una sfida. Ovviamente da una parte c’è sempre attenzione alle esigenze finanziarie, ma dall’altra si vuole ottenere il massimo dei risultati sportivi. È mancata solo la ciliegina, ma gli scudetti e due finali Champions in tre anni promuovono i mercati fatti”.
Marotta ha poi parlato degli addii di questa estate di Bonucci e Dani Alves: “Quello del brasiliano è stato un fulmine a ciel sereno. Lui ha fatto una scelta che sembrava essere il City, poi è arrivato il Psg. C’è stato un momento di contrasto, perché ho fatto valere il rispetto del professionista nei confronti della Juventus. Su Bonucci, premetto che l’allenatore non è la causa. Eravamo preparati perché nelle discussioni che normalmente si fanno erano emerse delle insoddisfazioni del giocatore”.
Sul suo futuro, gli obiettivi personali ed i suoi tre colpi più belli ha dichiarato: “Il mio percorso non è finito. C’è questa sfida di volere a tutti i costi arrivare alla Champions. Poi non mi vedrei in un’altra società; quando Agnelli lo vorrà, mi vedo in ambito federale. Casiraghi venduto alla Juventus di Boniperti: il segno del destino. Cassano portato alla Sampdoria dal Real Madrid: emozione pura perché si trattava di recuperare un talento. L’affare Pogba al Manchester United: la realizzazione professionale”.
Marotta ha anche parlato dei rinforzi che saranno fatti la prossima stagione: “La prossima estate daremo priorità alla difesa. C’è Caldara, ma la carta d’identità dice che qualcosa va fatto. E lo faremo”.
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