Non ha espresso il suo miglior gioco contro Alcaraz a Wimbledon: Djokovic ha poche possibilità da qui in poi contro i migliori al mondo
La semifinale aveva illuso un po’ tutti, dato che battere un Lorenzo Musetti rinvigorito da un periodo di forma eccezionale non era da tutti. Poi Novak Djokovic, 37 anni, ha fatto i conti con il destino in finale contro il numero tre al mondo Carlos Alcaraz.
Per lo spagnolo battere il belgradese è stato più semplice del previsto: sono bastati alla fine tre set e pochi colpi geniali per stendere l’ex numero uno e vincitore di 24 Slam. Djokovic ha insomma fatto i conti con un’età non più giovanissima e con un fisico che non lo accompagna più come una volta (le scorie del Roland Garros si sono fatte sentire). Un problema vitale per un tennista combattivo come lui che di sicuro non intende appendere la racchetta al chiodo nel prossimo futuro. O almeno queste sarebbero le sue intenzioni.
Uscire sconfitto contro un 21enne in grande spolvero, che le grandi finali non le ha mai perse sin da quando gioca ad alti livelli, non è drammatico. Ma appare palese che la sconfitta di Wimbledon ha ridimensionato non poco le ambizioni del tennista serbo e ora le sue prossime sfide risulteranno decisive per capire cosa vuole fare del suo futuro.
In questo momento, l’unica cosa certa è che non intende mollare la presa: la racchetta rimarrà ben salda nelle sue mani e di sicuro cercherà di fare bella figura sia a Parigi, alle prossime Olimpiadi, che agli US Open, torneo che sogna di vincere per portare a 25 il suo bottino di primati.
Secondo Adriano Panatta, ex campione del nostro tennis, uno come Novak prima di sognare di vincere l’ennesimo Slam dovrebbe però dapprima trovare il modo di arginare il talento di Sinner e Alcaraz, che appaiono ora irraggiungibili sul piano fisico oltre che tecnico.
Questa l’opinione di Panatta intervistato recentemente dal podcast “La telefonata”: “Credo che Djokovic non batterà più Alcaraz e Sinner. Contro Musetti mi aveva illuso, ma in finale a Wimbledon si è vista una netta differenza con Alcaraz“. A detta dell’ex campione azzurro, sono veramente esigue le speranze di rivedere Nole ad alti livelli. Proprio perché sia Sinner che Alcaraz posseggono numeri difficilmente contrastabili.
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