Possiamo tranquillamente considerare Sara Gama come colei il quale ha inventato Juventus Women. Non perché l’abbia fondata, ma perché ne è stata leader imprescindibile per anni.
Oggi entriamo all’interno di un racconto straordinario, quello di una calciatrice incredibile che ancora oggi fa parlare di sè per la sua personalità, per l’intelligenza e per il modo di fare.
Inutile negarlo, la Juventus sposta sempre l’attenzione, porta a parlare di sé, ma è proprio nel 2017 quando la squadra bianconera di Torino decide di fondare le Women, che si inizia a parlare di calcio femminile per fortuna. Proprio in quel momento, nel 2017, la società decide di puntare su una delle calciatrici più importanti della nazionale italiana per affidare la fascia da capitano della sua squadra.
Parliamo proprio di Sara Gama, difensore centrale di grandissimo spessore internazionale e che sicuramente ha dimostrato nel corso del tempo di essere tra le più amate da parte del pubblico di tutto il mondo. Oggi vogliamo parlare di lei, della sua carriera, di alcune specifiche che hanno permesso a questa ragazza di diventare anche una delle colonne della nazionale italiana di calcio femminile. E di cui ancora oggi si parla come della calciatrice più importante del nostro paese nella storia.
Sara Gama, leader della Juventus Women: la carriera
Da dove inizia la carriera di Sara Gama? Sara Gama nasce a Trieste il 27 marzo del 1989 e già da giovanissimo inizia a giocare a calcio nel ruolo di difensore nel Pol. San Marco, per poi passare nel 2006 al Graphistudio Tavagnacco, due anni importanti che la portano poi al Chiasiellis, club di calcio femminile del comune di Mortegliano in provincia di Udine. Dopo un prestito dal Pali Blues però arriva la sua vera svolta e c’è l’acquisto da parte del Brescia nel 2012.
Dopo un anno al Brescia si trasferisce due anni a Paris Saint-Germain dove però gioca poco, anche per via di alcuni problemi fisici, e torna poi al Brescia nel 2015. Dal 2017 al 2025 colonna centrale a Juventus con la quale colleziona in campionato 110 presenze, segnando anche tre gol.
Proprio nell’estate del 2025 decide di ritirarsi per passare al ruolo da dirigente. Ha collezionato nella nazionale italiana 135 presenze tra il 2006 e il 2024, diventando una colonna anche di quel club. Oggi è capo delegazione nazionale femminile italiana, dal 2018 è consigliere federale FIGC, dal 2020 è vicepresidente AIC e inoltre è membro della commissione nazionale dei del Coni dal 2021. Insomma un personaggio davvero stratosferico.
Stipendio Sara Gama
A proposito dello stipendio di Sara Gama, si apre proprio un capitolo a parte, un capitolo di polemica fervente legato a quelli che sono i stipendi del calcio femminile, non proprio alla pari di quelli del calcio maschile, anzi neanche lontani parenti di questo stesso. E quindi proprio per questo è interessante parlarne, per evidenziare un deficit che da troppi anni colpisce il calcio italiano.
In realtà, le calciatrici italiani della Serie A dal 1° luglio 2022 sono diventati effettivamente professioniste, anche se i stipendi sono decisamente lontani da quelli del calcio maschile. Basti pensare che il minimo retributivo dal 24esimo anno di età è di circa 27mila euro lordi l’anno, quindi meno di 20mila netti, non proprio uno stipendio da professionisti nel mondo dello sport, anzi, uno stipendio che va più o meno a colmare quello che è un impiego full time, un campo dove si continua a ipotizzare che bisognerebbe fare qualcos’altro, ma dove continuiamo a non vedere delle novità significative.
Vita privata
Quali sono le origini di Sara Gama? È nata a Trieste da padre congolese e madre triestina e quindi è idolo congolese, anche se ha scelto poi di giocare in una nazione italiana, è nata in Italia, è cresciuta in Italia, lei ovviamente si sente più italiana nonostante… apprezzi e ami e difenda le sue origini. Spesso ha sollecitato pubblicamente ad agire per contrastare il fenomeno del razzismo che continua a essere una piaga del calcio anche addirittura in quello femminile e quindi il suo impiego in tal senso si è sempre distinto.
Ragazza a serie semplice, non ha mai voluto far parlare di sé per quello che accadeva fuori dal campo, distinguendosi sempre per quello che accadeva all’interno del rettangolo verde del gioco, quindi sulla sua vita privata sappiamo davvero poco, anche se ovviamente sono molti quelli che hanno curiosità di scoprire qualcosa in più. Parla fluentemente italiano, inglese, francese e spagnolo ma non sappiamo altro se non del suo impegno sociale anche in ambiti diversi rispetto al calcio e non conosciamo aspetti se è sposata, fidanzata, se ha figli o cose del genere, questo non lo sappiamo.





