Luciano Spalletti ha parlato alla vigilia di Cagliari-Juventus per raccontare quella che sarà la partita di domani in Sardegna per l’anticipo di Serie A.
Andiamo dunque a leggere le parole del mister per capire qualcosa in più sulla gara di domani.
CAGLIARI-JUVENTUS – “Zoom in, dobbiamo mettere a fuoco una cosa per volta, mettendo dentro la testa queste cose. Attualmente nel mirino c’è solo la partita contro il Cagliari, questa per noi è la partita di Champions League”.
BREMER – “Sono molto contento di come è tornato e di come sta migliorando di partita in partita, sono quei tipi di infortuni che spesso ti lasciano perplessità invece il ragazzo ha fatto una pulizia totale dentro la testa. Viaggia sempre con il dosatore, se quello davanti ha forza tre lui mette cinque, se ha sette mette nove, se ha dieci mette dieci e lode. Questo bisognerebbe lo cambiasse, perché si deve fare allo stesso modo contro qualsiasi comportamento. Però è stata solo una precauzione toglierlo contro la Cremonese, in questi casi è l’addizione degli sforzi che può portare a dei problemi, andando incontro a qualcosa di differente. Ragionamenti futuri si possono fare in tutte queste partite, però se ci fosse possibilità di gestire come nell’ultima partita è lo stesso che non farlo giocare. Per il momento è dentro e si ragionerà di volta in volta“.
ADZIC – “Da un punto mio di vista è facile, perché ha capacità straordinarie di quelle che hanno calciatori top. Mi piacerebbe facesse ordine nella testa di quello che deve lasciare e di quello che deve andare a imporsi, a sfruttare il più possibile perché tira delle bastonate da fuori incredibile e poi ha motore. Ha facilità di vedere delle cose, ma ogni tanto si perde perché non fa la cosa facile due volte, ma vuole subito andare a trovare la cosa particolarmente sensazionale. Per me Adzic non si tocca, mi aspetto molto da lui perché c’è la possibilità di trovare un tesoro nascosto”.
COMO-MILAN, LE PAROLE DI FABREGAS – “Non solo l’ho vista Como-Milan, ma l’ho anche rivista dopo. Ci sono un paio di cose che si possono imparare a guardare le partite. In questo caso si impara dal Como e anche dal Milan. Sarebbe bello ogni tanto ragionare e approfondire i temi che fate tra risultatisti e giochisti. Perché al giochista non piace il risultato, gli piace divertirsi? C’è quello che ti piace di più, quello che ami fare perché ti da soddisfazione, ma senza il risultato credo sia difficile. Il Como gioca così perché pensa ci siano più modi di vincere la partita, con quanto visto in campo si pensava l’avesse fatto nella maniera corretta. Quando giochi con squadre che hanno il blocco basso poi diventa rischioso perché, soprattutto se hanno corsa e personalità, la potenzialità di ribaltarti il campo in poco tempo è chiaro che bisogna essere bravi. Vincere si può vincere in più modi. Io ho la mia identità e la so cambiare la mia identità, ma non la snaturo nel cambiare atteggiamento. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo, quel numero di calciatori che ti creano la prevenzione della perdita di palla“.
LOCATELLI – “Ci sono dei dati che parlano per Locatelli, dopo Modric è uno di quelli che fa passaggi chiave più riuscite in Serie A. Poi le statistiche servono fino a un certo punto, ma mettono a conoscenza di alcune cose. Per me è un buon capitano per la Juventus”.
DAVID E OPENDA – “David è cresciuto insieme alla crescita di tutta la squadra, Openda ha caratteristiche diverse. Però David in questa squadra attuale ci si relaziona un pochino meglio, le intenzioni sono quelle di gestire la fase di possesso nella metà campo avversaria, allora la prima punta deve essere brava a venire fuori e creare la superiorità, facendo palleggiare e andare dentro. Lui ha questa capacità, secondo me i gol che ha fatto sono la conseguenza di questo e sono complementari. David ha bisogno della squadra e la squadra ha bisogno di uno con il suo comportamento. Siamo a braccetto nella maniera più bella e totale che ci possa essere nei ruoli“.
CALCIOMERCATO – “Nel caso di gennaio è fatto di proposito per introdurre dei calciatori o delle caratteristiche differenti da quanto c’è in rosa. Per questo motivo qui, sotto questo aspetto, è da quando sono arrivato che siamo sul mercato perché conosco cose nuove dai miei calciatori da due mesi a questa parte. Percepisco e vedo cose fatte in maniera nuova da molti calciatori. Perché quando si ha questa visione del calcio, andandola ad acchiappare e a mettere in pratica se ne aprono molte di più di conoscenze, di curiosità e altre cose“.
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