Luciano Spalletti non parlerà domani in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juventus, ma perché? Al suo posto troveremo Manuel Locatelli il capitano.
Novità in casa bianconera, arrivano delle sorprese per la sfida contro i nerazzurri che si svolgerà sabato alle ore 20.45 allo stadio Giuseppe Meazza in Milano.
La scelta non è legata a problemi di nessun tipo, ma una scelta legata al fatto che Spalletti poi tornerà a parlare lunedì alla vigilia della sfida contro il Galatasaray valevole per l’andata dei playoff di Champions League. La società ha deciso di cambiare tesserato anche perché la Uefa obbliga di fatto le società a far presentare i propri tecnici.
Un’alternanza che toglierà Luciano dal dover parlare ogni tre giorni e sposterà l’attenzione sulla squadra, con il capitano ancora una volta pronto a prendersi il carico della situazione sulle spalle con grande voglia e personalità oltre a lucidità mentale. Nell’ultimo anno Locatelli è cresciuto moltissimo sia fuori che dentro il campo, diventando protagonista assoluto dopo tempi di lunghe critiche e polemiche.
Diventa dunque questa l’occasione per approfondire il profilo di Manuel che nell’ultimo periodo è migliorato tanto anche dal punto di vista del rendimento facendo dimenticare quella cosa che si ripete da anni e cioè che i bianconeri hanno bisogno di un centrocampista di ragionamento in mezzo al campo.
Manuel Locatelli è arrivato alla Juventus nell’estate del 2021, pescato dal Sassuolo per una cifra di 25 milioni di euro più 12.5 di bonus. Una cifra importante dopo che aveva giocato un Europeo da grande protagonista, quell‘Euro 2020 giocato un anno dopo per i problemi legati al Covid e che aveva visto trionfare l’Italia con lui che aveva segnato anche due reti.
Titolare inamovibile l’approccio in bianconero è quello della prima stagione dell’Allegri bis ed è positivo nel primo anno per un crollo nel secondo. La Juve costruisce su di lui una squadra che non gira e non riesce a vincere, esclusa la Coppa Italia del 2024 non ci sono successi nel suo percorso a Torino.
L’anno scorso prima Thiago Motta e che poi Igor Tudor lo trasformano in capitano in un’altra stagione piena di mille problemi. Lui però si prende la responsabilità più grande, calciare un rigore che alla fine porta i bianconeri in Champions.
Quest’anno tutto è cambiato con l’arrivo di Spalletti, è cresciuto sotto tutti i punti di vista anche per il suo giocare sempre la palla in verticale cosa che prima non faceva. E oggi per numeri è primo in Europa sotto tanti punti di vista anche se a Torino qualcuno continua, ingiustamente, a lamentarsi.
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