Massimiliano Allegri in allenamento ©Getty Images
Massimiliano Allegri ©Getty Images

Tutto pronto per l’esordio stagionale dei bianconeri. Alla vigilia della prima di campionato contro il Cagliari che inaugura ufficialmente la Serie A 2017-2018, Massimiliano Allegri ha parlato della stagione che attende i Campioni d’Italia, tra obiettivi e aspettative. Tanti i temi toccati, dal campionato al calciomercato, passando per la finale di Cardiff. Queste le dichiarazioni del tecnico che hanno riempito le news Juventus, con un primo pensiero rivolto alla vittime di Barcellona.

Juventus, le parole di Allegri

Su Matuidi e l’eventuale cambio di modulo (dal 4-2-3-1 al 4-3-3): “Prima di rispondere a questa domanda, oggi credo che il primo pensiero vada alle vittime di Barcellona. In questo momento credo che la cosa sia più importante di una partita di calcio come quella di domani. E soprattutto quello che mi balza subito alla mente è che i nostri figli, fatto questo di cui sono molto preoccupato, troveranno un mondo sicuramente peggiore e molto più difficile. Questo è un giorno molto triste, visto che ultimamente ne sono capitati abbastanza. Detto questo rispondo alla domanda, che sarebbe quella dei numeri, del mercato: oggi parlare di mercato, non ha senso, perché domani abbiamo la prima partita di campionato, che è sempre difficile, è sempre un’incognita. Per quanto riguarda il mercato non ci sono contraddizioni con la società però numericamente, come la società ha spiegato, a metà campo abbiamo bisogno di un giocatore in più. Matuidi non è ancora un giocatore della Juventus, quindi al momento io parlo solo dei giocatori della Juventus e della partita di domani. Al mercato ci pensa la società“.

Sulle avversarie in campionato: “È sempre più difficile perché quando vinci per sei anni in Italia e fai dei risultati importanti in Europa, è normale che le avversarie si rinforzano, tu devi trovare stimoli nuovi, devi alzare l’asticella, si abbassa il margine di errore. Vincere per sette anni è difficile, ma questo deve essere il nostro obiettivo“.

Sulla prestazione di Supercoppa e la formazione di domani: “Riguardo la partita di domenica, noi domenica abbiamo giocato una partita tecnicamente molto brutta, dal 10′ del primo tempo al 45′. In quei 35′ abbiamo sbagliato delle palle che una squadra come la nostra non deve più sbagliare. Il nostro obiettivo quest’anno è quello di sbagliare meno tecnicamente nella semplicità e nell’importanza della giocata, perché ti può andare bene con squadre medio-piccole, ti può andare male con le squadre grandi, e quando dico squadre grandi intendo squadre che lottano per i primi otto posti in Europa. Quello deve essere il nostro obiettivo. È normale che se perdi palloni come li abbiamo persi domenica, rimani a campo aperto, prendi dei contropiede e prendi dei gol, come è successo nelle prime amichevoli di stagione. La formazione non l’ho ancora decisa, la decido oggi dopo l’ultimo allenamento e poi vedremo“.

Il tecnico ha fissato gli obiettivi stagionali, con stimoli tutti da ritrovare: “La Juve è favorita se tutti, tutti, tutti, ci rimettiamo con le orecchie basse e lavoriamo. E ci mettiamo al pari degli altri. Allora in quel caso la Juve diventa favorita. Non è favorita se affrontiamo la stagione con presunzione e partendo dal fatto che la Juve vince di sicuro. Di sicuro non c’è niente. Domani, quando alle 18 inizierà il campionato, noi abbiamo zero punti uguale a Cagliari, Milan, Roma, quindi per arrivare in fondo al campionato e vincere bisogna fare un punto in più degli altri. E quest’anno rispetto all’anno scorso sarà un campionato molto più equilibrato, dove forse la media Scudetto si abbasserà un pochino perché ci sono squadre che si sono attrezzate per vincerlo, quindi saremo 5-6 a lottare per vincere lo Scudetto, ma la Juventus può essere favorita se tutti, tutti, tutti, ci mettiamo calmi, lavoriamo, con equilibrio, senza stare a pensare a quello che potrà succedere, a quello che dobbiamo vincere, tanto che la Juventus parta per vincere tutti gli anni credo sia assodato da 117-118 anni, che è sempre più difficile credo sia anche una questione di statistica, quindi a maggior ragione ci vuole molta più attenzione e molto più equilibrio, senza farsi prendere da eccessivi salti di entusiasmo, eccessivi salti all’incontrario di depressione, perché qui ogni tanto qui c’è abbastanza“.

Una battuta, infine, sulla finale di Cardiff: “Forse c’era troppa convinzione, forse il mondo Juve ha avuto poco rispetto del Real Madrid. Hanno vinto perché sono stati i più forti e lo hanno dimostrato ampiamente“.