Sami Khedira © Getty Images

Il centrocampista tedesco Sami Khedira ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Gazzetta sull’esclusione dell’Italia: “Dopo la partita ero triste anch’io quanto i miei compagni nello spogliatoio della Juve. Soprattutto per Gigi Buffon, che ha perso il sesto storico Mondiale. E poi per gli altri, Barzagli, Chiellini; e non solo i bianconeri, anche per De Rossi per citarne uno. Grandi giocatori, una grande nazione calcistica che rimane ai margin. Dopo qualche tempo ho vi- sto una reazione nei loro occhi, adesso gli azzurri sanno come devono lavorare per tornare ad alti livelli, ripresentarsi al prossimo mondiale.

Elogio alla tifoseria

“Gli juventini riconoscono spesso il valore della Germania e hanno un grande rispetto per noi. Vediamo, magari Gigi starà per noi, io sono un suo grande ammiratore e spero che lui pos-sa ricambiare”.

“Volevo smettere”

“Dopo la prima annata con la Juventus non ero contento, non mi sentivo di poter stare tra i migliori. Troppi infortuni, stanchezza mentale. Dovevo decidere se far parte dei migliori al mondo o se tirarmi fuori. Ne sono uscito ricominciando da capo con un staff personale, specialisti che curano molti aspetti, forza, movimento, alimentazione. Ho investito su me stesso, sono tornato come volevo. Ritengo sempre che ci sia un successo di squadra e non dei singoli: se io gioco sei partite per 90 minuti e poi mi capita ancora di dover rinunciare alla finale, ok, ho aiutato il gruppo e faccio parte del successo. Me l’hanno insegnato fin dalle giovanili: sono uno “sportivo da squadra” e mi piace esserlo, altrimenti avrei scelto altro, il tennis o il golf”.