Juventus, “gestione” distrutta: meno 650 milioni di euro

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Juventus, l’ex numero uno bianconero non è stato affatto tenero con Agnelli: nel mirino i suoi ultimi anni di gestione. 

Manca solo un giorno al ritorno in campo della Juventus, impegnata domani pomeriggio nel secondo anticipo del sabato di Serie A contro il Cagliari. I bianconeri di Massimiliano Allegri, in caso di successo, tornerebbero momentaneamente in vetta alla classifica, in attesa della sfida tra Inter e Frosinone in programma domenica sera a San Siro.

Juventus, “gestione” distrutta: meno 650 milioni di euro
– Juvelive.it (LaPresse)

Il tecnico presentando la sfida coi sardi in conferenza stampa è stato categorico quando gli è stato chiesto del big match coi nerazzurri, che si giocherà tra due settimane. “Non bisogna pensarci perché in mezzo c’è la sosta – ha spiegato Allegri – La partita importante non è quella in programma fra quindici giorni, ma quella di domani. Altrimenti buttiamo via tutto quello che abbiamo fatto”. Vietato parlare di Inter, dunque. Si pensa solamente al Cagliari, che dopo due vittorie di fila con Frosinone e Genoa ha fatto il pieno di fiducia. E a Torino non avrà nulla da perdere. Massima attenzione quindi alla squadra di Claudio Ranieri, allenatore esperto che sa come mettere in difficoltà le big.

Juventus, Cobolli Gigli: “Il club in tre anni ha perso 650 milioni”

Per i tifosi, tuttavia, è quasi impossibile non avvertire le prime emozioni in vista di un derby d’Italia la cui posta in palio è molto alta.

E quando si parla di Inter la mente non può che andare ai fatti di Calciopoli. Vicenda in cui a beneficiare della retrocessione d’ufficio della Signora furono proprio i nerazzurri. TvPlay ha intervistato, per l’occasione, l’ex presidente Giovanni Cobolli Gigli, al timone della società in quei complicati anni di transizione. L’ex numero uno della Juventus, tra le altre cose, non è stato tenero con Andrea Agnelli e con il suo operato negli ultimi tre anni. “Dobbiamo ricordare che la Juve ha perso 650 milioni in questo lasso di tempo ed è stata costretta a fare aumenti di capitali, segno che qualcosa non funzionava”, ha detto.