Allegri non mangia la colomba: l’esonero è stato messo nero su bianco

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Allegri out, le cifre parlano chiaro e l’addio del tecnico livornese sarebbe ormai imminente: è già tutto scritto.

Chiara Ferragni non è arrivata a mangiare il pandoro. Quello stesso pandoro che, col senno di poi, le ha cambiato – non diciamo rovinato, perché la giustizia non ha ancora fatto il suo corso – completamente la vita. Allo stesso modo, anche Massimiliano Allegri potrebbe giocarsi la possibilità di gustare, per così dire, un altro dolce tipicamente italiano.

Allegri non mangia la colomba: l’esonero è stato messo nero su bianco
Massimiliano Allegri (LaPresse) – juvelive.it

Nel suo caso si tratta, però, della colomba. Appare assai improbabile, infatti, ora che tutto è stato messo nero su bianco, che il tecnico livornese a Pasqua sarà ancora seduto sulla panchina della Vecchia Signora. Il malcontento che la sua presenza genera non fa più notizia, mentre è una novità assoluta il fatto che i numeri, adesso, siano crollati. E che questo crollo sia emblematico, molto probabilmente, dell’imminenza di un provvedimento che non appare più, a questo punto, procrastinabile.

Al termine di un febbraio nero, che più nero proprio non si poteva, i bookmaker hanno cambiato idea. Leggermente, all’apparenza, ma così non è. I tifosi bianconeri sono sempre più arrabbiati con Allegri, alla luce delle difficoltà manifestate dalla squadra negli ultimi turni di gara, motivo per il quale anche le quote sono cambiate.

Allegri out, cambiano le quote: esonero in vista

Nel caso in cui non lo abbiate capito, è alle quote dell’esonero di Allegri che ci stiamo riferendo. Se fino a qualche giorno fa, nel momento più buio e prima della vittoria sul Frosinone, si attestavano tra il 10,5 e l’11, adesso i numeri sono precipitati.

Allegri non mangia la colomba: l’esonero è stato messo nero su bianco
Massimiliano Allegri (LaPresse) – juvelive.it

E questo significa che l’esonero dell’allenatore della Juventus è sempre più probabile e, appunto, non più rinviabile. L’addio del livornese alla squadra di Torino vale, adesso, 7,50 volte la posta. Un numero limpido e cristallino, un numero assolutamente oggettivo che esprime in cifre il disappunto dei tifosi e la voglia, da parte dei bianconeri, di un cambio di rotta.