Ex Inter nella bufera: caso doping, squalifica UFFICIALE

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Un ex Inter nella bufera per un caso doping: non avrebbe seguito nella maniera corretta la procedura. La squalifica è ufficiale

Ha cercato di manipolare il test antidoping, non seguendo a menadito quelle che erano le procedure che gli erano state date. Per questo si è beccato una squalifica di due anni, anche se, la stessa, ricorre dal momento in cui sono successi i fatti e quindi dallo scorso mese di aprile, nonostante in questo periodo lui sia stato in campo. Quindi, l’anno prossimo, tornerà a giocare.

Ex Inter nella bufera: caso doping, squalifica UFFICIALE
Gabigol (Lapresse) – Juvelive.it

Ma Gabigol è stato comunque squalificato è quello che rimane è, appunto, il fatto. “Il 27enne attaccante del Flamengo – si legge su TuttoSport – è stato ritenuto colpevole di aver violato l’articolo 122 del Codice antidoping brasiliano: l’8 aprile 2023, in occasione dei controlli effettuati presso il centro sportivo del club l’ex Inter, avrebbe ostacolato il lavoro degli ispettori, mancando loro di rispetto e non osservando le istruzioni che gli erano state fornite per eseguire il test, poi risultato negativo. Una delle segnalazioni contenute nella denuncia, infatti, parla di un ritardo nell’effettuare l’esame, oltre al mancato rispetto delle istruzioni. Tutti i giocatori del Flamengo hanno sostenuto l’esame prima dell’allenamento alle 10, ad eccezione di Gabigol, che sarebbe prima andato a pranzo e poi avrebbe ignorato le procedure indicate, prendendo il recipiente di raccolta senza dirlo a nessuno, visibilmente irritato e, in bagno al momento del prelievo, avrebbe consegnato all’ufficiale il contenitore aperto, contrariamente alle istruzioni ricevute.

Squalifica Gabigol, la nota del Flamengo

“Il Flamengo, preso atto dell’esito del processo contro il suo atleta Gabriel Barbosa, nel senso di applicare una pena sospesa a 2 anni, fino ad aprile 2025, con 5 voti di condanna e 4 di assoluzione, dichiara di aver accolto con sorpresa la suddetta decisione e che assisterà l’atleta nel presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, poiché comprende che non vi è stato alcun tipo di frode, nemmeno un tentativo, per giustificare la pena”.