Molti di voi, tifoso juventino che negli anni novanta era già innamorato del pallone, ricorderanno l’errore di Del Piero dopo il famoso “Rigore di Ronaldo”. È successo ancora.
La storia della Vis Aurelia è di quelle da raccontare perché sa davvero di calcio e di tutti i valori che lo sport rappresenta.
Si è parlato a lungo del “Rigore di Ronaldo” di quel fallo-non fallo non fischiato di Iuliano sul fenomeno e ve l’abbiamo raccontato anche noi nella nostra intervista a Mark che vi riportiamo qui di seguito. Nessuno ricorda che subito dopo fu fischiato un rigore ai bianconeri per un fallo di Taribo West e ancor più che Alex Del Piero, marcatore decisivo di quel match, sbagliò.
Un errore che è stato evidentemente condizionato dall’atmosfera e che alcuni tifosi bianconeri rimarcano come gesto di sportività e voglia di non andare a segnare un calcio di rigore in una situazione molto delicata. Nessuno ha mai confermato quella che è stata l’impressione di tanti e cioè che l’errore di Del Piero sia stato più una scelta che una disattenzione.
Prendendo spunto da questo vi raccontiamo un episodio recente che ha davvero dell’incredibile e che racconta da vicino quanto a volte lo sport possa essere in grado di insegnare i valori della vita.
Il gesto della Vis Aurelia
È proprio vero, molto spesso sono i giovani a insegnare agli adulti come si vive. Lo capiamo da una sfida del campionato Under 15 Lazio dove una lezione arriva dalla Vis Aurelia in grado di restituire un gol dopo un errore dell’arbitro in campo.
La lezione arriva direttamente dal mister Federico Ciriachi che durante la partita giocata contro il Circolo Canottieri Roma è uscito con un ko nel risultato ma una vittoria nel cuore.
Tutto è accaduto al minuto 22 della ripresa quando un giocatore degli avversari appoggia palla di petto al portiere che la blocca. Punizione a due in area che porta al gol degli ospiti. Nonostante la Vis si giochi moltissimo per andare a puntare la parte alta della classifica il tecnico da bordocampo indica ai suoi di lasciare segnare la rete agli avversari che poi sarà decisiva per il 3-2 finale.
Insomma la sfida finale era importante, ma quella di uscire come protagonisti positivi a livello morale era ancora più importante. E che tutti imparino l’esempio che è stato dato da questi splendidi e coraggiosissimi ragazzi oltre che del loro tecnico che ha insegnato qualcosa in più sullo sport.





