Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta ©Getty Images

Giuseppe Marotta, amministratore delegato bianconero, insieme a Fabio Paratici, ha creato negli anni una squadra quasi perfetta con colpi di calciomercato decisivi ai fini della conquista degli obiettivi stagionali. Un vero e proprio uomo in più per la Juventus, che ha ottenuto un nuovo importante riconoscimento: quello di manager dell’anno. Intervistato ai microfoni di Sky Sport, Marotta ha espresso tutta la propria gioia: “Innanzitutto tengo a ringraziare gli organizzatori di questa manifestazione per avermi dato questo riconoscimento così importante. Un riconoscimento che devo inevitabilmente estendere alla mia società, la Juventus, e ai miei più stretti collaboratori, in primis Fabio Paratici, che da dietro è divenuto una pedina importantissima di cui sono estremamente orgoglioso. Che cos’è per me la Champions? In base al ruolo che svolgo, quello di rappresentante della Juventus, il mio ruolo è sempre quello di raggiungere il massimo. Certo questa coppa ormai è diventata un’ossessione, ma aver raggiunto la finale due volte negli ultimi tre anni senza mai vincere deve servirci da incentivo per dare di più e magari poterla portare a casa a Kiev.”

Juventus, dallo Scudetto a Dybala: parola a Marotta

Marotta ha quindi proseguito sullo scudetto: “Ovvio che la Juventus, come anche altre squadre, quando competono in una manifestazione puntano sempre a raggiungere il massimo obiettivo, per cui, sì, arrivare secondi o terzi sarebbe sicuramente un fallimento: dobbiamo essere candidati alla vittoria. Dybala? Lui ci ha abituato spesso e volentieri a prestazioni eccezionali, quindi quando offre prestazioni normali queste vengono catalogate come insufficienti. La realtà è che è un ragazzo di 23 anni, e quindi credo che sia giusto lasciarlo crescere, lasciarlo maturare e lasciare che da talento promettente qual è diventi un campione. Nella crescita, e ormai credo di essere un po’ esperto, quando si è giovani vi possono essere momenti in cui il rendimento non è ottimale, ma questo fa parte di quel sistema di esperienze che un giocatore della sua età deve avere.”

Infine sulla difesa: “Problematiche complesse non ce ne sono. Certo, ogni anno dobbiamo guardare avanti sapendo di dover essere competitivi e cogliere le occasioni che il mercato offre. Ovvio che quando la Juventus deve prendere un giocatore non è mai semplice, ma è altrettanto vero che in alcuni reparti il fattore anagrafico pone delle riflessioni. Noi le stiamo ponendo, ma ci rendiamo anche conto di avere giocatori non più tanto giovani ma che sono comunque grandi professionisti che anche stasera indosseranno la maglia azzurra. Per quanto riguarda stasera dobbiamo essere capaci di affrontare questa squadra valutando proprio questo aspetto, che è quello agonistico che può essere l’arma migliore che possiamo avere.”

Marotta ha poi parlato anche a Premium: “Quale atteggiamento nel mercato di gennaio? Prudente. Siamo contenti del rendimento della squadra e non c’è motivo per pensare al mercato di gennaio come una sessione di riparazione. Quest’anno sarà più difficile rispetto al recente passato per quanto riguarda la Serie A. Non solo per il Napoli, ma – ha affermato – anche per le milanesi e le due romane. Siamo tante in pochi punti e questo denota incertezza. La gara contro la Sampdoria? A Genova ho trascorso dieci anni bellissimi, mi sono confermato e sono migliorato sul piano lavorativo in blucerchiato. Quella di Giampaolo è una squadra forte, con un tecnico capace. La gara dell’Italia di questa sera? Mi unisco a tutti gli italiani auspicando di superare questa insidia, per certi versi inaspettata. La Svezia – ha dichiarato – sul piano qualitativo può esserci inferiore, ma non su quello agonistico. Per questo motivo sarà importante affidarci alle certezze di questa squadra”.