Buffon © Getty Images

Un vero e proprio dramma sportivo. È quello che si sta consumando in queste ore dopo l’eliminazione prematura dell’Italia, che pareggia 0-0 a San Siro contro la Svezia e non riesce a ribaltare la rete di svantaggio subita nella gara d’andata a Solna. L’Italia è infatti fuori dal Mondiale, come non accadeva da 60 anni. Un risultato negativo che segna anche la fine di un ciclo. Tra i senatori che hanno lasciato la truppa azzurra spicca senz’altro Gianluigi Buffon. Il portierone della Juventus ieri sera a caldo ha detto: “Dispiace non per me ma per il movimento calcistico, perché abbiamo fallito qualcosa. Anche a livello sociale poteva essere importante questo Mondiale. Questo è l’unico rammarico che ho, non certo quello di finire. Il tempo passa ed è tiranno. Dispiace che l’ultima partita ufficiale sia coincisa con una mancata qualificazione mondiale”. Da oggi infatti Buffon non è più il portiere della Nazionale, e senza la qualificazione ai Mondiali di Russia, rinuncia anche ad un record: con la partecipazione alla rassegna del prossimo giugno sarebbe stato il primo calciatore della storia a partecipare a sei Mondiali.

Juventus, Zoff consola Buffon

Da una leggenda ad un’altra leggenda. Dino Zoff, storico portiere di Juventus ed Italia ha infatti provato a consolare il numero uno di Allegri. L’ex portiere ha detto la sua a Gianlucadimarzio.com: “È andata male purtroppo, per Gigi e per noi italiani”, commenta l’ex portiere ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com: “E’ andata male purtroppo, per Gigi e per noi italiani. Siamo fuori e non riesco ancora a crederci. Adesso lo scenario non è dei migliori, ma abbiamo giovani di valore: sono la nostra speranza. Buffon ha scritto una bellissima pagina del calcio azzurro, con il tempo se ne renderà conto: ieri hanno prevalso i sentimenti. Certo, era un record a cui teneva, e mi è dispiaciuto vederlo in lacrime, ma è ancora il numero uno e quello che ha vinto parla per lui. La delusione sarà stata sicuramente tanta ma Gigi è entrato lo stesso nella leggenda. Quel pianto ci ha solo aiutato a comprendere l’uomo che c’è dietro il campione: possiamo capire tutti cosa possa aver provato in quei momenti. E’ giusto che gli italiani se lo coccolino, che gli facciano sentire il loro affetto.”

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