calciomercato juve
Andrea Agnelli ©Getty Images

La Juventus può vantare un fatturato record frutto di una oculata gestione societaria. Il capitale dei campioni d’Italia gode anche di alcuni fattori aggiuntivi come i benefici che l’avere uno stadio di proprietà comporta. Ma l’analisi della Banca Imi, istituto affiliato al gruppo Intesa San Paolo che è stato chiamato ad analizzare il bilancio della stessa Juventus, ha portato all’emergere di un dato particolare. E cioè che la dirigenza bianconera, nonostante tutto, non può fare a meno di effettuare una cessione importante per poter ottenere una cospicua plusvalenza. È una azione che si rende necessaria nel calciomercato Juve per poter tenere il passo dei club più ricchi d’Europa e restare nella top 10. Questa cosa era già avvenuta nel 2016 con la vendita multimilionaria di Paul Pogba al Manchester United per 105 milioni di euro. Di contro i bianconeri sono maestri nel reperire parametri zero di valore: un prossimo colpo potrebbe essere in questo senso Wilshere dell’Arsenal.

Calciomercato Juve, almeno una grossa cessione all’anno viene fatta

È stata poi la volta di Leonardo Bonucci nel calciomercato Juve di 8 mesi fa, con il passaggio del centrale di Viterbo al Milan in cambio di 42 milioni. Queste operazioni però sono sempre state descritte dal dg della Juventus, Beppe Marotta, come attribuibili non alla volontà del club ma a quella dei calciatori interessati di voler cambiare. Chiaro però che anche il bilancio dei campioni d’Italia ne ha tratto grosso giovamento. Quest’anno poi anche nel calciomercato invernale gli introiti sono stati particolarmente significativi. La Juve ha ricavato infatti poco più di 18 milioni di euro dalle uscite di diversi suoi tesserati a gennaio. Per questa stagione le plusvalenze per il mercato Juve hanno toccato complessivamente 92,25 mln. Le previsioni per questa stagione e per quella che verrà prevedono un ricavo di circa 457 e 478 milioni rispettivamente.