Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, dopo le ultime due di campionato darà l’addio al mondo bianconero, dopo 5 anni vincenti.

Allegri allenatore Juventus
Massimiliano Allegri, Juventus

Nella conferenza stampa di rito pre-Atalanta, Massimiliano Allegri si è presentato con Andrea Agnelli, presidente della Juventus. I due, infatti, erano pronti per commentare la decisione presa, nella giornata di ieri, di separare le proprie strade al termine della stagione. Il tecnico bianconero ha portato a Torino cinque Scudetti, in cinque anni, e due finali di Champions League, a Berlino e Cardiff, perse contro Barcellona e Real Madrid. I tifosi della vecchia signora, ora, attendono di capire chi sarà il suo successore.

Juventus, le parole d’addio di Allegri

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, si è presentato in conferenza stampa per parlare della gara di domani, in campionato, contro l’Atalanta. Inevitabilmente, però, dopo l’addio annunciato ieri, per fine stagione, il livornese ha voluto parlare, anche, dei cinque anni passati sulla panchina bianconera: “Ringrazio il presidente per le parole nei miei confronti, ringrazio i ragazzi che hanno permesso tutto questo. Lascio una squadra vincente, che può continuare a dominare in Italia e giocare una grande Champions League. Abbiamo parlato, giustamente, per il bene della Juventus e la società ha preso la sua decisione per migliorare nel futuro. Son arrivato e ho trovato una grande società, all’epoca c’era anche Beppe Marotta e siamo cresciuti tutti insieme. Questo è il momento giusto per lasciarci nel migliore dei modi, lasciando una squadra che è formata da giocatori e grandi uomini. Fabio e Pavel stanno diventando dei grandi dirigenti e Andrea che è un grande presidente. Domani sera bisogna festeggiare, perché abbiamo vinto lo Scudetto e poi perché c’è l’addio di Andrea Barzagli. Lui lascia, il professore dei difensori, e quindi deve essere una grande serata di festeggiamenti. Cinque anni straordinari. – Ha poi continuato – Si parlava di mie richieste, invece non eravamo nemmeno arrivati lì, perché abbiamo parlato e abbiamo capito che era arrivato il momento per chiudere. Sono contento, sono emozionato. Però, ora, basta perché c’è da giocare una bella partita e da festeggiare, come già detto”.

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