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Sconcerti: «Juve-Inter? Sarri ha vinto derby con se stesso»

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:09

Mario Sconcerti ha commentato il derby d’Italia. «Sarri fatto quello che sentiva senza tener conto dei nomi. Ma non gli è andato tutto bene nelle scelte».

Mario Sconcerti

Nel suo consueto editoriale per il Corriere della Sera, Mario Sconcerti dice la sua su Juventus-Inter. «La prima impressione è che senza spettatori si capisca meglio il calcio – dice- . E’ come se il grido del pubblico distraesse. È una piccola constatazione d’emergenza, non un invito. In questa chiarezza sono emerse le tante novità della Juve. Niente Pjanic, niente Dybala, dentro Ramsey e Douglas Costa, Bentancur regista, Higuain centravanti, Bonucci su Lukaku, De Ligt al suo fianco più libero, ad aspettare semmai Lautaro. È come se Sarri avesse giocato uno spareggio con se stesso, le difficoltà lo hanno liberato. Ha fatto quello che sentiva senza tener conto dei nomi. Non gli è andato tutto bene nelle scelte, la partita è stata decisa in fondo da Dybala. Ma è stata la forza di queste scelte a far capire alla Juve la sua emergenza. Ha infatti ritrovato per lunghi tratti ritmo e cercato il gioco svelto di Sarri».

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Paulo Dybala festeggia @Getty Images

Sconcerti punzecchia Conte

Sconcerti poi si focalizza sull’inter non risparmiando critiche ad Antonio Conte. «L’Inter ha fatto una buona mezzora nel primo tempo, quando Vecino e Barella sono entrati in partita e Brozovic è rimasto senza avversari. È stata in quel periodo un’Inter profonda che arrivava sempre dentro l’area della Juve, ma non ha mai tirato. È stato assente Lukaku, caduto in una di quelle sue serate goffe. Si è dato da fare Lautaro ma con la convinzione addosso che non sarebbe mai andato lontano. Una buona Inter comunque, una squadra finalmente compiuta ma non all’altezza. A tratti si sono rivisti la bravura e i limiti dell’Inter di Spalletti. C’è stata poca qualità a centrocampo. Le due mezzali sanno fare solo una parte del grande compito pensato, l’altra, quella di qualità, resta inevasa. Non è un caso abbia aperto la gara Ramsey, mezzala di convinzione più che di ruolo, non raffinato, ma con gradi di bellezza sparsi su tutto il suo potenziale. Se Lautaro e Dybala erano in gara, ha stravinto Dybala».

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