Plusvalenze Juventus, chiuse le indagini: l’ipotesi e le nuove accuse

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Plusvalenze Juventus, la Procura di Torino ha notificato l’avviso di conclusione indagini al Consiglio d’amministrazione, ai dirigenti e al revisore. 

Concluse le indagini preliminari, iniziate nel 2021, sulle presunte plusvalenze della Juventus. La Procura di Torino, per mezzo del procuratore capo Anna Maria Loreto, l’ha appena notificato ai componenti del Consiglio d’amministrazione, ai dirigenti con responsabilità strategiche, ai componenti del Collegio Sindacale e al revisore legale. I reati contestati sono falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, essendo la Juventus una società quotata in Borsa. L’istruttoria riguarda le annualità 2018, 2019 e 2020. Rigettata, invece, la “richiesta per l’applicazione delle misure cautelari personali e reali in data 12 ottobre 2022” avendo il Giudice delle indagini preliminari ritenuto “l’assenza di misure cautelari” per alcuni indagati.

Juventus
Agnelli e Nedved ©LaPresse

In totale gli indagati sono sedici e tra questi ci sono anche il presidente Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved. Secondo l’accusa “le operazioni di scambio che non generano flussi finanziari di sorta, risultano, concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento: tali operazioni sono state ritenute fittizie”. “Sussistono concreti elementi per ritenere che i calciatori, in accordo con la società, abbiano rinunciato a percepire, in concomitanza con il periodo pandemico, una sola mensilità e non quattro, come per contro comunicato da Juventus Fc nel marzo 2020”. Le restanti tre mensilità invece “non sarebbero oggetto di rinuncia, bensì di differimento ad esercizi successivi. Ad alcuni indagati è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni insistenti”.

Plusvalenze Juventus, tra le ipotesi di reato anche l’ostacolo all’esercizio delle autorità

Juventus Agnelli
Andrea Agnelli ©LaPresse

Per quanto riguarda invece la “seconda manovra stipendi”, relativa alla stagione sportiva 2020-2021, “avente ad oggetto accordi individuali di riduzione stipendiare per le mensilità marzo-giugno 2021, con contestuale integrazione, subordinata alla permanenza del calciatore interessato presso Juventus ad una certa data va osservato come a seguito di perquisizione sono state rinvenute e sequestrate, al di fuori della sede sociale, scritture private contenenti l’impegno incondizionato della società al pagamento degli stipendi oggetto di riduzione, anche in caso di trasferimento del calciatore a club terzo e, pertanto, di contesto contrario a quanto risultante dai contratti depositati presso la Lega”.

“Trattandosi di accordi che hanno avuto ripercussioni tanto sui risultati del bilancio approvato il 29 ottobre 2021 quanto sulle risposte fornite da Juventus alla Consob, a seguito di puntuale richiesta di informazioni, ne discendono ipotesi di reato non solo relative alle false comunicazioni sociali ma anche all’ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza”.