Agnelli-Elkann e quei 28 miliardi in bilico: il processo che può stravolgere tutto

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Agnelli-Elkan e 28 miliardi in bilico. Spunta la data del processo destinato a stravolgere tutto in casa Juventus.

Quest’ultima non sta certamente vivendo la sua fase più felice in questi ultimi anni e, in particolar modo, mesi. Dopo la staffetta Sarri-Pirlo, i bianconeri hanno perso diverse pedine importanti e, soprattutto, palesato delle sofferenze concretizzatesi lo scorso anno in una stagione conclusa senza trofei e proseguita poi fin qui con una serie di risultati altalenanti e un’eliminazione imprevedibile in Champions League.

Juventus, processo Agnelli-Elkan
Jhon Elkan ©LaPresse

A destare una certa attenzione, poi, sono questioni societarie che, a partire da settimana prossima, potrebbero avere un peso tutt’altro che trascurabile. A ricostruire gli step di un iter burocratico quanto cavilloso e dagli altissimi interessi in palio ci hanno pensato le penne di Calcio e Finanza. Lunedì inizierà la prima udienza che coinvolge Margherita Agnelli contro i figli della dinastia Elkan, John, Lapo e Ginevra.

In ballo c’è la successione della madre Maddalena Caracciolo, vedova dell’avvocato Agnelli che ha designato come unici eredi i tre nipoti. Qualora il giudice desse ragione a Margherita, le porte dell’eredità sarebbero spalancate anche ai suoi cinque figli di secondo letto.

Processo Agnelli-Elkan ed eredità da 28 miliardi: lunedì il primo step

Juventus, processo Agnelli-Elkan
Lapo Elkan ©LaPresse

I cinque figli, insieme a mamma Maddalena, potrebbero così entrare a gamba tesa nella società Dicembre, controllata da Lapo Elkan al 60% e in percentuali minori anche dai suoi due fratelli succitati. Il passaggio più importante, come riportato dal virgolettato seguente di Milano e Finanza, è proprio il seguente.

La Dicembre, a sua volta, è azionista di maggioranza (38% delle quote) della Giovanni Agnelli Bv, cioè la cassaforte da 28 miliardi di euro dell’intera famiglia Agnelli-Elkann di cui per statuto solo i discendenti del Senatore Giovanni Agnelli (tra i fondatori della Fiat) possono essere soci. La Giovanni Agnelli Bv detiene il 52% delle quote di Exor, che è l’azionista di maggioranza tra le altre di Stellantis, Ferrari e Juventus“.

Lunedì inizierà dunque un iter importantissimo, catalizzato già due decadi fa e fin qui proseguito con le accuse di Margherita nei confronti dei presunti escamotage di Marella per escluderla dall’eredità del non esiguo patrimonio di Gianni Agnelli. Il punto sul quale battono i figli riguarda invece la messa in discussione da parte della propria madre di accordi trovati già 20 anni fa, facendo così leva sul clamore mediatico. La posta in palio è altissima, rappresentata dal possibile controllo dell’enorme impero delle famiglie Agnelli-Elkan.

Processo ed eredità Agnelli-Elkhan: punti oscuri e possibile svolta

Plusvalenze Juventus
Andrea Agnelli ©️Ansafoto

La questione certamente tange il mondo Juventus tutto, in una fase già non brillantissima da un punto di vista squisitamente calcistico. A seguire riportiamo le descrizioni di Calcio e Finanza su alcuni punti non ancora del tutto chiariti e che si intarsiano, complicandola, con una vicenda di importanza non esigua.

Tra i principali temi c’è quello legato alla residenza di Marella tra Italia (come sostiene Margherita) e Svizzera (come sostengono invece i figli): un fattore che si ripercuote sulla giurisdizione, con il punto interrogativo su quale sia quella competente a decidere relativamente alle carte legate all’eredità. Inoltre, c’è anche il tema degli atti del 2004 che hanno regolato la sistemazione dell’eredità di Gianni Agnelli dopo la sua morte nel 2003. Si tratta di un “accordo transattivo” con cui Margherita rinunciava ai beni del padre in cambio di 1,2 miliardi e il “patto successorio” con cui rinunciava alla futura eredità della madre, sarebbero nulli secondo il diritto svizzero al quale rimandano perché non sono stati scritti davanti a un notaio. Inoltre, sarebbero nulli anche in Italia, perché non sono stati registrati”.

E ancora: “L’offensiva legale di Margherita Agnelli de Pahlen potrebbe  così ribaltare le sorti della catena di controllo dell’impero, oggi saldamente in mano al suo primogenito John: vincendo, infatti, e tornando erede Margherita potrebbe mettere le mani quantomeno sulla quota di legittima spettante agli eredi diretti (quali sono i figli) in Italia, cioè il 50% dei beni”.

Cruciale, infine, la chiosa, riguardante la data possibile della decisione e l’importanza della data di lunedì 7 novembre. La chiosa potrebbe registrarsi nella primavera del 2023 ma dopodomani i magistrati potranno già decidere se andare avanti oppure annullare gli accordi del 2004. La terza strada sarebbe quella di valutarli in base alla legge svizzera o attendere l’esito delle due cause in atto in Svizzera tra Ginevra e Berna.

Condicio sine qua non per lo scacco giuridico di Margherita risulta essere l’eventuale riconoscimento da parte dei giudici della validità di su citati accordi. Se questi venissero invece invalidati, si dovrebbe di fatto iniziare tutto da capo.