Juventus a rischio penalizzazione: la Gazzetta mette paura ai tifosi

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Juventus a rischio penalizzazione, cosa potrebbe succedere dopo il terremoto societario generato dalle dimissioni dell’intero Cda. 

La notizia di ieri sera ha scosso il mondo bianconero e non solo. E nel frattempo la Exor, già questa mattina, ha indicato chi sarà il nuovo presidente della Juventus che succederà al dimissionario Andrea Agnelli. Il profilo scelto è quello di Gianluca Ferrero – come da nota ufficiale – che siederà all’interno del Cda della Vecchia Signora. Ma qual è il fattore scatenante che ha portato a questo “terremoto” dentro la Juve? A fare un quadro questa mattina ci ha pensato l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Juventus a rischio penalizzazione: la Gazzetta mette paura ai tifosi
Agnelli e Arrivabene ©️LaPresse

Parte tutto dall’inchiesta “Prisma”, condotta dalla Procura di Torino. Siamo a maggio 2021: stando a quanto sostengono gli inquirenti, i bilanci relativi alle stagioni 2018-2019, 2019-2020 e 2020-2021 sarebbero stati falsati attraverso plusvalenze artefatte. Di lì a pochi mesi si registra l’intervento della Consob, essendo la Juventus una società quotata in borsa. Come ricorda la “Rosea”, viene avviata una verifica ispettiva sulla gestione dei calciatori. L’effetto che potremmo definire “a cascata” chiama successivamente in causa anche la Covisoc, che inizia ad indagare su ben 62 operazioni di mercato. Nel suo mirino finiscono i cosiddetti trasferimenti cosiddetti “a specchio”, cioè gli scambi senza passaggio di denaro ma che in realtà finiscono per avere effetti positivi sui bilanci societari.

Juve a rischio penalizzazione, la palla passa la procuratore federale Chiné

Juventus a rischio penalizzazione: la Gazzetta mette paura ai tifosi
©️Ansafoto

Dopo Consob e Covisoc, si mette in moto anche la Procura federale. Arrivano i primi deferimenti, che oltre alla Juventus colpiscono anche il Napoli e altri undici club. Processo sportivo che tuttavia si conclude con l’assoluzione. Prosegue invece l’inchiesta “Prisma” della Procura di Torino. Lo scorso ottobre agli indagati, in tutto sedici – tra cui il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene – viene notificato l’avviso di chiusura indagini. Rigettata la misura cautelare per Agnelli, i reati contestati sono falso delle comunicazioni sociali, false comunicazioni rivolte al mercato, ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza, aggiotaggio e uso di fatture per operazioni inesistenti.

Intanto la Procura della Figc ha chiesto gli atti, che sono da poco stati trasmessi. E il procuratore Chiné, scrive la Gazzetta, “valuterà se ci sono gli estremi per far revocare la sentenza sportiva sulle plusvalenze (per cui la Juve è stata assolta anche in appello) e per l’apertura di un nuovo fascicolo sulle scritture private”. Il club, secondo l’Art. 31, rischierebbe dall’ammenda ai punti di penalizzazione.