Juventus, articolo 31 e “Gente che spera”: la solita canzone

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Juventus, non mancano i tweet “velenosi” riguardo alle possibili sanzioni che potrebbero essere comminate al club bianconero.

Parlare di fulmine a ciel sereno sarebbe alquanto riduttivo. Quello che è accaduto nelle ultime ore nel quartier generale della Juve è un vero e proprio “terremoto” e potrebbe succedere, da qui in avanti, di tutto. A tracciare un quadro completo della situazione, evidenziando a quali rischi vada incontro la società, ci ha già pensato la Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, le cui parole hanno fatto tremare i tifosi bianconeri.

Juventus, articolo 31 e “Gente che spera”: la solita canzone
©️LaPresse

Il quotidiano sportivo ha fatto sapere che la Produra della Figc “valuterà se ci sono gli estremi per far revocare la sentenza sportiva sulle plusvalenze (per cui la Juve è stata assolta anche in appello) e per l’apertura di un nuovo fascicolo sulle scritture private”. Ma c’è una prospettiva ancor più spaventosa che si affaccia all’orizzonte.

Juventus, il tweet di Pistocchi che cita l’Art. 31

A farlo notare è stato con un tweet il giornalista Maurizio Pistocchi, che ha postato i primi tre comma dell’articolo 31 del codice di giustizia sportiva. Evidenziandone uno dei tre e fornendo così, implicitamente, una risposta al quesito posto tramite il social, ossia: “Cosa rischia la Juve?”. Per lui la risposta a questa domanda è racchiusa nel comma 3 del citato articolo, che recita che “la società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica”.


Lo scenario, nel caso in cui il procuratore dovesse effettivamente applicare tale comma, potrebbe dunque essere preoccupante. Il club se la potrebbe cavare con una sanzione, ma non è escluso che gli potrebbero essere sottratti dei punti. Il tutto come conseguenza diretta dell’inchiesta “Prisma”, nell’ambito della quale gli inquirenti sostengono che tre bilanci della Juve siano stati falsati attraverso delle plusvalenze artefatte.