TVPLAY | La carta nera di Paratici: “Alla Juventus non agiva da solo”

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TVPLAY | Ecco cos’è l’ormai famosa carta nera di Paratici. “Alla Juventus non agiva da solo”. Le parole del giornalista de La Stampa

Intercettazioni, fogli, documenti, la carta Ronaldo e la carta nera, o libro nero, di Fabio Paratici. Nel giorno in cui esce fuori con prepotenza la possibilità che gli Agnelli possano cedere la Juventus nella seconda parte del 2023, si parla ovviamente dei fatti che hanno portato alle dimissioni dell’intero consiglio d’amministrazione bianconero. Un terremoto clamoroso e inaspettato, pochi dubbi, che mette sicuramente ansia ai tifosi della Vecchia Signora. Ovvio che c’è un processo che deve fare il proprio corso e nessuno al momento è stato condannato. Com’è ovvio, però, che le indicazioni che arrivano non sono positive. Vedremo.

TVPLAY | La carta nera di Paratici: "Alla Juventus non agiva da solo"
Paratici con Nedved e Cherubini ©️LaPresse

Ora, tra le altre cose, come detto, s’è parlato anche della carta nera di Paratici. A spiegare cos’è questo documento, parlando durante la diretta Twitch di calciomercato.it in onda su TVPLAY, ci ha pensato Giuseppe Legato, giornalista de La Stampa. Ecco le sue parole.

TVPLAY | Le parole di Legato sulla Juventus

TV PLAY | La “carta nera” che inchioda la Juventus: “Sono sbalordito”
Paratici ©️Ansafoto

“Il libro nero di Paratici è un manoscritto redatto dall’attuale ds della Juve Cherubini e ritrovato dalla Guardia di Finanza nel suo ufficio. Un foglio bianco con una serie di appunti sull’operato di Paratici in cui viene sottolineato l’utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali fatto negli anni passati da Paratici. Entro pochissimo nel dettaglio, il tema plusvalenze è complesso, ma la Procura confida di poter dimostrare il dolo e il profilo soggettivo del reato”. Queste le parole di Legato, che poi ha detto: ”

“Non so se fosse un modello, un sistema, in numerose intercettazioni, negli atti che siamo riusciti a recuperare nell’ambito di questa inchiesta, i dirigenti manifestano un clima di serenità, dissento da chi dice che sapessero di essere intercettati”.

Infine, la domanda principale. Ma è Paratici l’uomo nero di tutto questo: “No, non mettetemi in difficoltà – ha concluso – ma non perché non voglia rispondere, la domanda è pertinente, ci sono tante cose contestate a Paratici ma è errato parlare solo di lui, se seguiamo il ragionamento dei magistrati non è così”.