Ha il bianconero tatuato nel cuore: un grande juventino per il dopo Allegri

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Allegri, questa sì che è una sorpresa: il nome che sta circolando in queste ore è quello di un bianconero doc.

Non tira un’aria buona, a Torino. Sette punti in sole otto partite è un numero al quale i bianconeri non sono abituati. E questo, prevedibilmente, ha riacceso i riflettori sull’eventualità che la società mandi a casa Massimiliano Allegri e ingaggi un nuovo allenatore.

Ha il bianconero tatuato nel cuore: un grande juventino per il dopo Allegri
Massimiliano Allegri (LaPresse) – juvelive.it

Di nomi sul piatto ce ne sono a bizzeffe e sono tutti, peraltro, piuttosto interessanti. Nei giorni scorsi, come vi avevamo raccontato, i bookmaker hanno iniziato addirittura ad accarezzare l’ipotesi che a sedere sulla panchina della Vecchia Signora possa essere una delle sue vecchie colonne. Parliamo di Alessandro Del Piero, il cui nome circola negli ambienti vicini alla Juve ma il cui arrivo non è probabile, a giudicare dalle quote, come lo è, invece, un Allegri bis.

Adesso, però, è spuntato un altro nome ancora. A tirarlo fuori dal cilindro è stato un ex Juve, vale a dire Alessio Tacchinardi, storico ed indimenticato centrocampista bianconero. Intervistato da Tuttojuve, ha allungato la già folta lista dei papabili eredi del tecnico livornese con un nome ben preciso.

Via Allegri, la soluzione di Tacchinardi è Montero

Quando gli è stato chiesto se fosse auspicabile che anche la Juventus cercasse il suo De Rossi, ovvero un tecnico che conosce già tutti e che è a suo agio nell’ambiente, la sua risposta è stata la seguente.

Ha il bianconero tatuato nel cuore: un grande juventino per il dopo Allegri
Paolo Montero (LaPresse) – juvelive.it

“Chi mi viene in mente è Paolo (Montero, ndr), che già lavora in Primavera ed è una figura fantastica per il mondo Juve – queste le parole di Tacchinardi – Però è difficile, lì è la società che è all’interno del lavoro di tutti i giorni e parla con lo staff e i giocatori. C’è da fare qualcosa, lo ripeto, le cose non vanno da un pezzo e non si può continuare a far finta di nulla. Bisogna intervenire in qualcosa”.

“Prima non è che giocassero un calcio spaziale – ha osservato ancora l’ex centrocampista – ma c’era compattezza ed erano vivi. Ora, invece, mi sembrano spenti e quasi senza motivazioni. Non c’è come leader il gioco, ad esser decisivo è sempre stato l’episodio. Quel che rivedo, un po’ in concomitanza con la scorsa stagione, è che l’entusiasmo sta scemando. C’è bisogno di una sterzata forte e questo spetterà ai dirigenti, nel caso in cui la volessero fare senz’altro il profilo perfetto sarebbe Montero“. L’accendiamo?