Caso doping, putiferio nel mondo del calcio: adesso sono 500

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Doping, non è ancora finita. Il calcio ancora una volta sotto accusa: il numero è aumentato in maniera esponenziale.

1130. Tante sono, secondo i dati diffusi, le volte in cui gli ispettori di Nado Italia sono arrivati negli spogliatoi di una squadra di calcio, o a casa di un giocatore, nel corso dei 12 mesi del 2023. Il che significa che a tantissimi calciatori è stato chiesto, lo scorso anno, di sottoporsi a dei prelievi di sangue o di urina onde accertare la loro “integrità”.

Caso doping, putiferio nel mondo del calcio: adesso sono 500
LaPresse – juvelive.it

Rigorosamente a sorpresa, perché è questa la novità: come rileva il Corriere dello Sport, gli esami non programmati sono aumentati del 500%, nel mondo del calcio, nell’ambito dell’ultimo decennio. E sono passati, oltretutto, dal 10 al 50% del totale. Dal marzo del 2023, i controlli sono stati accentrati in Nado Italia e rimodulati, per decisione della stessa, in maniera totale. Adesso si svolgono sulle fasce d’età a rischio e sulla base delle “segnalazioni dei whistleblower e di intelligence”. Per fare un esempio, 35 dei provvedimenti disciplinari assunti da Nado nel 2023 sono imputabili ad alcune delle 769 segnalazioni anonime pervenute.

Vediamo ora, nel dettaglio, quanti atleti sono stati controllati nel periodo compreso da gennaio a dicembre. Si parla di qualcosa come di 5mila, per un totale di 135 discipline sportive, e di 9mila 200 test. Il 64% dei quali, come detto, svolti a sorpresa. Nel mirino soprattutto i calciatori: ne sono stati controllati 2174.

Doping a go-go, un numero che fa spavento: tutti i dati

Nel mirino dell’Agenzia anche 407 fondisti dell’atletica e 743 stradisti del ciclismo, oltre che atleti paralimpici. 16 di essi, tutti ciclisti, sono stati iscritti nella “black list”, ma nell’elenco compaiono anche giocatori di football americano e pesisti.

Caso doping, putiferio nel mondo del calcio: adesso sono 500
Il TNA (LaPresse) – juvelive.it

Tiriamo, ora, le somme. Dopo tutti questi controlli, Nado Italia ha ritenuto che 144 dei casi esaminati dovessero essere sottoposti all’attenzione del tribunale antidoping: 126 degli atleti finiti nel mirino sono stati rinviati a giudizio. Un discorso a parte vale per gli altri 75 sportivi che non si sono fatti trovare in casa durante i controlli: per 4 si essi è scattato direttamente un provvedimento disciplinare.