Juventus-Milan, ping pong in panchina: “Accordo con l’allenatore”

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Juventus-Milan, tutti dicono la propria e quindi è bagarre intorno al prossimo allenatore dei bianconeri. Inserimento milanese ma ha detto di no
Allegri no. Thiago Motta sì. Antonio Conte nì. La situazione attorno alla panchina della Juventus al momento è questa, con voci che si rincorrono, notizie certe poi smentite, e tutto quello che gira attorno al prossimo allenatore bianconero. Insomma, quasi un tutti contro tutti.
Juventus-Milan, ping pong in panchina: “Accordo con l’allenatore”
Pioli, è l’attuale tecnico del Milan anche lui in bilico (Lapresse) – Juvelive.it
Se nelle ultime ore vi abbiamo soprattutto parlato di quello che potrebbe essere un clamoroso riavvicinamento tra la Juventus e Antonio Conte, a quanto pare, secondo quelle che sono le informazioni riportate da Daniele Longo, giornalista di calciomercato.com che è intervenuto a Juventibus, le cose stanno in un altro modo. E andiamo a vedere come. Segnandoci tutto ovviamente e andando a capire poi chi alla fine aveva ragione. Certo, c’è da sottolineare un’altra questione: il calciomercato anche dei tecnici è così bizzarro e così difficile da interpretare che tutto può anche cambiare nello spazio di pochissimo tempo.

Il Milan ci ha provato per Thiago Motta

“Il Milan ha avuto dei colloqui con l’entourage di Thiago Motta, ma i rossoneri sono stati informati che il tecnico italo-brasiliano ha già un accordo di massima con la Juventus e non è disposto a trattare con altri club”. Queste le parole di Longo, che quindi gettano nello sconforto quei tifosi della Juventus che sognavano anche un ritorno in panchina di Antonio Conte. No, a quanto pare non sarà così.
Thiago Motta
Thiago Motta (Lapresse) – Juvelive.it
In poche parole Longo conferma quanto uscito fuori nei giorni scorsi, con addirittura un Giuntoli che avrebbe già incontrato l’attuale allenatore del Bologna per iniziare a capire quali possono essere le strategie di mercato bianconere per la prossima stagione. Un Motta che, inoltre, per una questione di rispetto (una dote, questa, sempre più rara nel mondo del calcio), non ascolterebbe nessun’altro.