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L’impronosticabile si è verificato. L’Italia non andrà al prossimo Mondiale. Lo 0-0 maturato in casa contro la Svezia, dopo la sconfitta per 1-0 in terra scandinava, non permette agli azzurri di strappare il pass per Russia 2018. Non accadeva da quasi 60 anni ma, visto la strada che ha intrapreso il nostro calcio negli ultimi anni, qualcosa era preventivabile. L’Apocalisse è arrivata e adesso l’intero mondo calcistico del nostro paese dovrà mutare per risollevarsi da una situazione che umilia la storia di una Nazionale che ha scritto pagine importantissime del panorama del “pallone”. Qualcosa va fatto e subito, partendo dai vertici che muovono le fila. Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha rilasciato alcune dichiarazioni, ma le sensazione pare quella che non si dimetterà. Il diluvio universale è arrivato sul calcio italiano e qualcuno (tanti) dovranno restare fuori dall’Arca di Noè.

Italia, parola d’ordine: ricostruire

Il primo a non meritare una sedia sul veicolo della salvezza è Gian Piero Ventura, un commissario tecnico non altezza che senza umiltà ha perseverato in meccanismi tattici che hanno snaturato quel poco di buono che c’era in questa Nazionale. “Non mi dimetto” ha detto, l’ultima follia di un pazzo messo lì a caso. Scelto da uomini che dovranno sprofondare insieme a lui, dal presidente Tavecchio a chi lo circonda: personalità vecchie non fanno bene al movimento italiano.
Non saliranno sull’Arca, ma non per demeriti loro, Campioni del Mondo come De Rossi Barzagli ed una leggenda mostruosa come Gianluigi Buffon: tre uomini con “U” maiuscola che hanno capito che il loro momento è terminato.
CandrevaParoloImmobile un piede verso la salvezza non dovranno neanche metterlo.
Un posto nelle retrovie, ma con una riserva grande quanto il Guggenheim, lo avranno BelottiDarmianSpinazzola ed altri “giovani” che non hanno espresso tutte le loro qualità.

Saliranno sull’Arca ragazzi che hanno messo tutto in campo ieri contro lo Svezia e nel loro cammino azzurro: Florenzi Bonucci sono stati stoici cercando di trascinare una nazione intera ad un traguardo raggiungibile per loro ma non per i loro compagni.
Un posto in prima linea per i calciatori con più qualità quali Insigne ed El Shaarawy.
L’Italia dovrà rinascere da una luce che è stato spenta per tanto tempo: ovvero Jorginho, vero faro in mezzo al poco o nulla di San Siro.
Si ripartirà da Donnarumma, Chiesa, Rugani, Conti, Pellegrini, Benassi e i tanti giovani di talento che la Serie A sta offrendo.
Bisognerà ripartire da un CT con gli attributi: Ancelotti su tutti, magari Allegri.
L’Italia deve rinascere perché fa male non essere in Russia. Deve farlo per i ragazzini che tra quattro anni saranno degli uomini e non hanno avuto la possibilità di vivere un Mondiale con la spensieratezza della loro età. Bisogna ripartire perché i ventenni di oggi, tra quattro anni forse avranno una famiglia e vorranno vivere momenti di gioia con i propri figli. Bisogna risorgere perché siamo l’Italia.

a cura di Emanuele Catone (Twitter @CatoneEmanuele)