Allegri © Getty Images

Il martedì di Champions League è stato amaro per la Juventus. Il 2-2 casalingo contro il Tottenham non fa dormire tranquillo l’ambiente bianconero che a Wembley, tra due settimane, dovrà tentare l’impresa per qualificarsi ai quarti di finale della massima competizione europea. Dopo l’inizio scoppiettante targato Gonzalo Higuain, la Juventus si è sciolta sotto di i colpi di Harry Kane ed Eriksen e si è fatta recuperare i due gol di vantaggio. Ad avere sul groppone il risultato non positivo, però, c’è anche Massimiliano Allegri sempre elogiato nelle ultime stagioni ma a cui bisogna anche fare le pulci quando serve.

Juventus-Tottenham, le colpe di Allegri

La colpa principale di Allegri è stata quella di schierare la Juventus con il 4-2-3-1, un modulo che ha dato tanto ai bianconeri in passato ma che in questa stagione era stato spesso protagonista di fallimenti. L’ultima volta che l’allenatore livornese aveva schierato la squadra con quell’assetto risaliva alla partita di metà novembre contro la Sampdoria: data a cui risale anche l’ultima sconfitta della Juventus. Da quel momento, Allegri ha plasmato la formazione in un 4-3-3 che ha portato risultati incredibili. Proprio in un match fondamentale, però, l’ex Milan ha fatto un passo accantonando un modulo che stava dando grandi soddisfazioni a favore di uno abbandonato per gli scarsi risultati; e scarsa è stata poi anche la prestazione di ieri sera.
Altra colpa di Allegri è quella di aver schierato calciatori fuori ruolo per poter scendere in campo con il 4-2-3-1, in particolar modo posizionando Douglas Costa come trequartista alle spalle di Higuain. Il brasiliano non avvezzo ad agire in quella zona del campo e si è visto chiaramente. A sottolineare tale errore, le poche volte in cui l’ex Bayern Monaco si è spostato sulla fascia sinistra facendo stragi nella difesa del Tottenham.
Allegri dà e Allegri toglie: ieri ha tolto ed ora toccherà a lui, nella gara di ritorno, portare la Juventus ai quarti di Champions League.

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