Juventus scudetto Buffon
Juventus ©Getty Images

Dalla società agli allenatori, passando per ogni singolo giocatore. Sono tanti i protagonisti che hanno contribuito ai sette scudetti consecutivi della Juventus.

Una società unita e competente, che non si è sfaldata, che non è cambiata, che è rimasta un punto fisso. Questo è l’ingrediente principale del dominio della Juventus negli ultimi sette anni. Una dirigenza che ha saputo scegliere gli uomini giusti, capaci di guidare la squadra bianconera. Prima Antonio Conte, l’uomo della rinascita, del primo emozionante scudetto dopo un lungo digiuno, ma anche l’uomo dello scudetto dei record. Poi Massimiliano Allegri, l’uomo che ha saputo continuare a vincere stimolando nuova fame, e riuscendo a conquistare due finali di Champions League in tre anni.

Ma come la Juventus ben sa lo scudetto si vince anche e soprattutto sul campo. E sul campo c’erano loro, i componenti di una rosa di qualità e molto versatile. Buffon, il capitano, il leader, il motivatore, l’uomo che lascia la Juventus e un vuoto apparentemente incolmabile dietro di sé. Chiellini, la perfetta incarnazione della mentalità bianconera, dell’esperienza vincente che batte ogni “contraccolpo psicologico”, l’uomo che raccoglierà la fascia di capitano e la sua pesantissima eredità. Per poi passare a Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio. I “magnifici 5” eptacampioni che in questi anni hanno messo la maglia bianconera prima di ogni altra cosa, correndo, sudando e lottando spesso anche per un posto da titolari, perché nella Juventus nulla è scontato.

Juventus, i campioni del futuro e quelli del passato

Contro chi l’accusa di ciclo finito, di potere messo in discussione, di ultima vittoria, la Juventus sta già pensando a rinnovare la squadra, ai prossimi colpi di calciomercato ben assestati che andranno a dare nuova linfa a tutti i reparti. In arrivo ci sono i vincenti del futuro, ma i bianconeri sanno di dover ringraziare anche chi è andato via per questi sette anni di successi. Dall’ultimo inaspettato addio, quello di Bonucci, trascinatore ai tempi della Juventus e ora temibile avversario rossonero, a Del Piero, il primo straziante addio, l’uomo-simbolo, il motivo che è alla base di molta parte del tifo bianconero. E poi ancora Pogba, Vidal, Pirlo, Morata, Tevez, Matri, Llorente, ognuno col suo spicchio di merito, ognuno con il suo contributo vincente. Perché la vittoria nasce sempre dal gioco di squadra. Sette consecutive ancor di più.

Alessandra Curcio