Juventus in lutto, addio a Boniperti: una vita in bianconero e la frase simbolo

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La Juventus è in lutto, nel corso della notte è morto il presidente onorario Giampiero Boniperti: una vita in bianconero e la sua frase simbolo.

Boniperti
Boniperti (Getty Images)

Un buongiorno molto triste per i bianconeri di tutto il mondo. È venuto a mancare nella notte a Torino a causa di una insufficienza cardiaca Giampiero Boniperti, presidente onorario della Juventus. Una vita intera in bianconero, quella di Boniperti, che è stato una bandiera della Juventus prima come calciatore e poi come dirigente.

A rendere noto la morte del presidente onorario della Juventus è stata la famiglia. Boniperti, che nel corso degli ultimi anni si era ritirato dalla vita pubblica, avrebbe soffiato 93 candeline il prossimo 4 luglio. Per volere della famiglia, i funerali che si terranno nei prossimi giorni saranno in forma privata.

Il suo nome resterà per sempre nella gloriosa storia della Juventus, così come gloriosa è stata la sua vita bianconera da calciatore prima e da dirigente poi.

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Addio a Boniperti: una vita in bianconero da calciatore a presidente

Boniperti
Boniperti e Del Piero (Getty Images)

Da calciatore ha fatto parte, assieme a Omar Sívori e John Charles, del “Trio Magico”, uno dei più prolifici tridenti d’attacco ammirati nella storia del calcio italiano. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori della storia, stilata proprio in occasione del centenario della FIFA.

Una carriera super da calciatore e poi da dirigente, comprovata dal fatto di essere entrato nel 2012 a far parte della Hall of Fame del calcio italiano. Boniperti è stato presidente dal 1971 al 1990. Nell’estate del 2006, dopo il coinvolgimento della Juventus in “Calciopoli”, Boniperti è stato richiamato dalla famiglia Agnelli per seguire l’opera di ricostruzione della società, diventando presidente onorario del club.

Oltre alla sua formidabile carriera da calciatore e dirigente resterà anche la sua frase indelebile e famosa: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.