Juventus, like galeotto: Yildiz “contro” Allegri

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Le ‘scelte sbagliate’ e quel like che, adesso, mette dubbi sul futuro. Tutti i dettagli espressi direttamente su ‘TvPlay’.

Durante una recente trasmissione su ‘TvPlay’, il giornalista sportivo Paolo Bargiggia ha espresso apertamente la sua critica nei confronti della gestione di Massimiliano Allegri nelle ultime partite della Juventus, concentrandosi in particolare sulla decisione di relegare nuovamente Kenan Yildiz in panchina.

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Allegri – Juvelive.it (Lapresse)

Bargiggia, noto per le sue opinioni franco e dirette, ha evidenziato come Allegri abbia optato per far partire Yildiz dalla panchina nonostante il giocatore turco abbia dimostrato in passato di essere un vero e proprio “gioiello” per la Juventus. La scelta dell’allenatore è stata oggetto di dibattito tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, con molti che si sono chiesti il motivo di non utilizzare un talento come Yildiz sin dall’inizio delle partite.

Allegri e quell’esclusione di Yildiz contro l’Udinese

La critica di Bargiggia si è concentrata sull’aspetto tattico e strategico della gestione di Allegri, sottolineando che in momenti cruciali come quelli vissuti dalla Juventus in questa fase della stagione, è essenziale schierare i migliori giocatori fin dall’inizio per massimizzare le possibilità di ottenere risultati positivi.

In un interessante sviluppo, Kenan Yildiz ha messo ‘like’ su un post su Instagram che riportava questo ‘dissenso’ tecnico. Questa azione ha ulteriormente alimentato le speculazioni riguardo al rapporto tra il giocatore e l’allenatore, oltre a suggerire una possibile insoddisfazione da parte di Yildiz per il suo ruolo in squadra. La Juventus si trova ora di fronte a una situazione delicata, con il dibattito sulle scelte di Allegri che si accende sempre di più. Resta da vedere come la dirigenza e lo staff tecnico gestiranno questa situazione e se ci saranno eventuali conseguenze sul futuro di Allegri, visto che come suo potenziale sostituto si fa, sempre, con insistenza il nome di Thiago Motta.