Juventus, Sacchi sulla squadra bianconera: “Soliti limiti e solite difficoltà”

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In un’intervista Arrigo Sacchi ha parlato delle semifinali di Coppa Italia, soffermandosi sulla Juventus, ecco cosa ha detto l’ex allenatore:

Arrigo Sacchi

Nell’editoriale de La Gazzetta Dello Sport, l’ex allenatore Arrigo Sacchi ha parlato della Juventus e commentato le due semifinali di Coppa Italia, soffermandosi su un’analisi della squadra bianconera, ecco cosa ha detto: Va in finale la Juventus che si sbarazza facilmente dell’inesperto Milan, ma i bianconeri denunciano i soliti limiti“. Secondo Sacchi, infatti, la Juventus non ha giocato forse la migliore partita della stagione, ma secondo l’allenatore i problemi sono dovuti ad una rosa troppo avanti con l’età e con troppi individualisti, ecco cosa ha poi aggiunto a riguardo:

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Juventus, Sacchi sulla squadra bianconera: “Soliti limiti e solite difficoltà”

Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi

 

 

L’incontro giocato in una situazione inedita come quella di un ritorno dalla pandemia, con un stop di 3 mesi, difficilmente poteva essere bello, ma si era curiosi di valutare la condizione dei contendenti. La Juventus è partita bene e per 16 minuti si è ammirato il possesso palla veloce e collettivo come mai in precedenza. Il pallone viaggiava ad un tocco, così come le distanze erano corte. I passaggi rasoterra, con tutti i giocatori che si smarcavano con buone tempistiche. Un gruppo organico che per 16 minuti ha travolto gli uomini di Pioli costringendoli a errori come il rigore e l’espulsione di Rebic. Cristiano Ronaldo, non in buona serata, ha sbagliato il rigore e la Juve ha perso velocità e ritmo. Purtroppo gli uomini di Sarri, dopo il buon inizio, sono ricaduti nelle solite difficoltà. Il livello tecnico della rosa bianconera non si discute, ma il calcio non è solo tecnica e talento. Forse, ci sono troppi individualisti e troppi giocatori avanti con gli anni“. Sacchi ha però voluto sottolineare l’ottima prestazione di un giocatore della rosa bianconera, ecco cosa ha detto: “C’è da sottolineare l’ottima prestazione di Bentancur, discreta quella di Alex Sandro. Il centrocampo richiede più aggressività da parte di Pjanic”.