Ronaldo dona 5 ventilatori a Madeira, già avviati contatti con la sanità

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Il portoghese dona 5 respiratori sua isola natia Madeira in Portogallo per l’emergenza Coronavirus, già presi contatti con le autorità sanitarie.

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Il fuoriclasse portoghese della Juventus Cristiano Ronaldo donerà di sua spontanea volontà cinque ventilatori per la terapia intensiva alla sua Madeira, isola che sappiamo essere sua regione natia dove ha vissuto e dove -attualmente- vive ancora gran parte della sua famiglia. Il bel gesto del portoghese è stato reso pubblico da Pedro Ramos, segretario regionale per la salute e la protezione civile portoghese. Nel corso di una conferenza stampa il segretario ha menzionato più volte il nome di Cristiano dicendo che ci sono già contatti fra Ronaldo e le autorità sanitarie di Madeira affinché si proceda nell’immediato.

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Ronaldo dona 5 ventilatori a Madeira, già avviati contatti con la sanità

cristiano ronaldo e la mamma dolores aveiro (photo by getty images)

Il fenomeno della Juventus attualmente si trova in Portogallo a Funchal, nella sua terra natia, per trascorrere l’emergenza Coronavirus insieme alla famiglia ma specialmente vicino alla mamma reduce da un ictus, fortunatamente sta meglio. Il bel gesto del portoghese di donare i ventilatori per la terapia intensiva è stato accolto molto bene nel paese, dove per altro è già idolo, ma sappiamo che Cristiano ha sempre saputo farsi trovare pronto, infatti il portoghese non è nuovo a bei gesti di solidarietà, quando c’è da mettersi in campo c’è sempre, e questa volta l’ha fatto di nuovo, offrendo di sua spontanea volontà un aiuto per fronteggiare l’emergenza sanitaria che sta avanzando in tutto il mondo. Cristiano Ronaldo al rientro in Italia dovrà preventivamente svolgere due settimane di isolamento domiciliare a fonte delle norme sanitarie vigenti che, in ottemperanza al decreto governativo, impongono a chiunque rientri in Italia dall’Estero un fermo di  14 giorni anche qualora non riscontrassero sintomi classici del Coronavirus. Ora però c’è da capire se e quando riprenderà il campionato. Ma in questi casi è naturale pensare prima di tutto alla salute dei giocatori e delle persone.

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